Vado al mercato e con soli dieci euro in tasca.

Alla fine del viale principale, sento un grosso peso proprio in tasca.

Capisco che non sono i miei coglioni, perché abitualmente tintinnano.

Verifico e trovo che quella tasca che doveva essere vuota, contiene un sacchettino con tre pesche.

Ma non tre pesche marce!

Tre pesche vere e apparentemente buonissime.

Vista la calura e la sete, quasi quasi cedevo alla tentazione di mangiarmele..

Ma forse è meglio dire “mangiarpesche”.

 

Controllo però la tasca dove tenevo i miei dieci euro.

Ovviamente non li trovo.

Spariti.

C’è però un biglietto che, in italiano corretto, mi dice che quelle tre pesche mi sono state date al valore di dieci euro dal negozio XXYYZZ, in quanto, viste le condizioni climatiche, avrebbero potuto essermi di sollievo.

 

Ora, tre pesche a dieci euro, la bestemmia vola.

 

Decido di raggiungere quel negozio per chiedere spiegazioni e per farlo, devo rompermi il cazzo per attraversare tutto il mercato.

Trovo la commessa che, anche grazie alla mia faccia poco rassicurante, mi chiede subito:

“Salve! Lei è qui per le pesche, vero?”.

“No, io sarei qui per i miei dieci euro, a dire il vero. Poi deciderò cosa fare con le pesche”.

Commessa: “Guardi, non ci sono problemi. Questa è la sua banconota da dieci euro e mi riprendo le pesche. Ha visto? Problema risolto.”

Vetraio: “Ma mi sta prendendo per il culo? Cioè, io mi sono accorto delle pesche qui a trecento metri, ma se fossi arrivato a casa?”

Commessa: “Me le avrebbe portate la prossima settimana!”.

Vetraio: “Marce come pesche vecchie di una settimana!”.

Commessa: “Eh si, in effetti. Ma in una settimana, stia tranquillo che se le sarebbe mangiate!”.

Vetraio: “No, lei non ha capito: io avrei preso la vespa e facendo girare il motore al minimo per non consumare troppa benzina, io l’avrei trovata e le avrei infilato tutte le pesche nell’orifizio a lei più gradito, per poi riprendermi la mia banconota da dieci euro.”

 

Fine della storia.

 

No, non sono impazzito.

So che stai pensando al fatto che io mi sia bruciato il cervello.

Ti ho detto di no.

 

Sappi che Vodafone, mi ha mandato un messaggio (le pesche) col quale mi informa di avermi attivato un servizio della minchia alla modica cifra di 1,90 euro e che se avessi voluto recedere, avrei dovuto chiamare il numero xxyyzz.

Allora, invece di farmi i cazzi miei, ho dovuto telefonare e parlare, attenti bene, con una ucraina della mia minchia, che confermava la mia profonda, pericolosa abrasione di coglioni.

 

Signore e signori, questo è il delirio.

Signore e signori, siamo alla frutta.

Alle pesche, per essere precisi.

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Cosa c’entra la patonza?

Nulla, ma fa sempre la sua porca figura!

 

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4 Comments

  1. Rispondi

    Alla fine io ho ceduto. 

    Ho chiamato per recedere,ma ho ascoltato, analizzando meglio "l' offerta".

    Mi hanno comprata con due biglietti a settimana per il cinema, al prezzo di uno.

    Sono una pessima persona.

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