Un mondo senza femmine sarebbe pieno di maschi, e questo non è bene. (Il Vetraio - 2015)

Il Vetraio
Il Vetraio, 102 anni di Vicenza. Libero grazie all'indulto, proseguo la mia attività terroristica ai danni di produttori di caffè, martinetti idraulici, lampadari in stile e cartoon nipponici. Facilmente riconoscibile da un piccolo neo appena sotto allo scroto. Non li, più a destra! Ecco, esattamente lì.
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Ieri ed oggi sono stato ammalato.

 

Domani non so.

 

Quello di cui sono certo è che, a differenza di altri uomini, a me non piace dimostrare sofferenza.

 

Mi comporto quasi come al solito.

 

Si insomma, non chiamo il prete per l’estrema unzione in caso di febbre.

 

Non è la malattia che pesa, ma l’inevitabile ricordo di quando ero bambino.

 

Età in cui l’estate era lunghissima e le tette della maestra enormissime.

 

Età in cui tutte le cose della vita sono estremamente ridimensionate (tranne le tette di cui sopra) e c’è sempre una carezza quando la febbre martella.

 

E si martella sull’incudine.

 

L’incudine è pesante e se cade sul piede, gridi.

 

Grida il pazzo e canta lo stolto.

 

E lo stolto non gradisce le vaginette di casa Vetraio.

 

PS: la maestra deve aver avuto molte figlie.

 

Vedete?

 

Tutto porta a qui:

 

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7 risposte a IO, AMMALATO CHE SON IO (Nomadi)

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