Linda Cerruti pubblica questa foto:

 

 

La foto suscita centinaia di commenti.

Alcuni di questi commenti sono delle battute, azzeccatissime peraltro, che sono state ritenute sessiste.

Oggi, culattonesimo e sessismo la fanno da padroni.

Qualsiasi azione deve necessariamente essere ricondotta al mostro della discriminazione sessuale o a quella di genere.

Altrimenti sei out.

E io lo sono.

Out intendo.

Diciamo subito che tutto ciò che viene pubblicato, viene per definizione dato in pasto al pubblico.

Anche uscire per strada significa mettere in pubblico la nostra immagine.

Se si va al supermercato vestiti di solo perizoma e parrucca rosa, è molto facile inanellare commenti ironico/sarcastici.

Se si va al supermercato vestiti di sola maschera carnevalesca della Meloni, idem.

Anche se non fosse carnevalesca, ora che ci penso.

 

La Cerruti, abituata a tenere il respiro per lungo tempo, ha deciso però di incazzarsi e di denunciare chiunque si fosse azzardato ad esprimere commenti che non fossero:

  1. evviva la nostra campionessa!
  2. Tu si che esprimi il valore italiano!
  3. che figa che sei; fai tirare l’uccello a mio zio e perfino a don Carlo!

Ma la realtà delle cose è ben diversa, cara la nostra asfittica Cerrù.

 

I commenti popolari, irriverenti e grassi, ci sono sempre stati e sempre ci saranno.

Ci sono per le donne, per gli uomini, per i disabili, per gli anziani e perfino per i bambini.

Sono una ricaduta naturale derivante dal “mettere in pubblico”, dal pubblicare.

La nostra ipercapniaca Cerrù, nell’atto di pubblicazione della foto in realtà non voleva SOLO celebrare le medaglie!

Eh no, carissimi lettori!

Lei voleva:

  1. ricordare che è figa a coloro che non lo sono;
  2. ricordare che è brava a coloro che non lo sono altrettanto;
  3. ricordare che è snodata a tutti quelli che vanno di voltaren emulgel;
  4. ricordare che è in vacanza a quelli che sono in fabbrica;
  5. mostrare delle qualità fisiche che non sono comuni tra le comuni madri di famiglia (quelle sì che sono da medaglia, altroché)

Tutte motivazioni lecite ma prevaricanti.

 

E le prevaricazioni irritano.

 

E allora, cara la nostra subacquea Cerrù, siamo 1-1, palla al centro.

 

Hai preferito mostrare le medaglie a tuo modo?

Qualcuno ti ha etichettata a suo modo!

 

Ti confido un segreto, apneica Cerrù: se avessi fatto una foto con otto medaglie al collo, nessuno avrebbe fatto commenti strani.

Oppure sarebbero stati molto inferiori.

E non si creda che tutto debba essere ricondotto al sessismo.

Non fatevi bere il cervello dalla fantomatica discriminazione femminile.

Le femmine ricevono commenti alla stessa stregua dei maschi.

Quando si è ridicoli, si è ridicoli.

Un piccolo esempio:

 

Come la nostra plurimedagliata Cerrù, io non ho fatto commenti come quelli che avrà pensato lei, perché ricordate gente: “Il peccato è negli occhi di chi lo saprebbe commettere”.

 

E quindi si celebri la vincita della nuova NONA medaglia della nostra ipossica Cerrù che, nuotando nel mare dell’ipocrisia vince con distacco chilometrico sulle sfidanti, entrando nell’albo di coloro che sputando troppo in alto, si sono sputati in testa.

 

Dopo queste foto imbarazzanti, lasciatemi presentare la vaginetta di oggi:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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