RADIOPOLENTAEBACCALA’

Che bello quando….

-Pronto? Sono xxyyzz di RadioPolentaeBaccalà, è lei l’autore del Vetraio blog?

– Ehm…si, ma ora sto guidando e …..

– Non si preoccupi, volevo solo farle qualche domanda….

– Mah guardi….non so se…..si insomma……

– Per esempio mi dica….cosa genera in lei il bisogno di scrivere? E ancora, sa che il suo blog è uno tra i più seguiti in Italia?

– Guardi, non lo sapevo ma credo che potrebbe farsi dare copia dell’ultima intervista fatta con quella radio…come si chiama…..radio 105.

– Capisco.

– Addio.

Schegge di Giada

 

Vetraio- Ciao Bambina.

B- Ti sei accorto che sono una bambina?

V- Si insomma, non è che ho delle palline di cioccolato fondente al posto degli occhi…

B- Hahahaha.  Sai che non sono qui a caso? Cercavo di parlare proprio con te.

V- Sento una zaffata di rogne che mi insegue, mi raggiungerà e mi martellerà la vita, tipo.

B- No, stai sereno! E’ solo che so che mi ascolterai e che ti piacerò.

V- Tu lo sai vero che non faccio “Ratzinger” di cognome!

B- Hahahaha non in quel senso!

V- Ecco, adesso potete dirmi anche “buongiorno”.

B- Ho undici anni e mi sarebbe piaciuto continuare ad andare a scuola.

V- Cazzo, cos’hai combinato per farti espellere? Ah davvero?

B- Mi sarebbe anche piaciuto creare nuove acconciature, fatte con fiocchetti colorati.

V- Ah però, sgaggia la bimba! Bene! Brava!

B- Mi piacevano i cavalli, sai?

V- Eh..conoscevo anche una pornodiva che proprio li amava..  Sono animali fantastici!

B- ..e di tutte queste cose non potrò godere di nulla.

V- Ah ho capito: hai i genitori che ti tirano le bombe? Beh dai, non ti devi preoccupare perché sono piccoli problemi che si risolvono col tempo.. (quando mi sforzo di rispondere in modo consono, mi escono delle risposte che la cacca di capra sarebbe più gradevole..)

B- Non hai capito nulla: sono morta.

V- Ehm.. come morta?

B- Morta.  Morta, nel senso di “puff! Schiattata!

V- Non te la prendi vero se mi tocco un attimo i bagigi?

B- Tocca tocca..

V- E perché mai io mi ritrovo al cospetto di una bambina di undici anni morta, a discorrere?

B- Perché gira voce qui che tu riservi molti pensieri a noi.

V- E dai ancora! Ti ho detto che non sono pedofilo!

B- Ma no mona! Noi, nel senso di morti!

V- Beh, si.  Diciamo di si.  A proposito, quando incrocerai per i corridoi un certo Marco di Ivrea, salutamelo molto.

B- E’ qui che ti ascolta e ti ringrazia ancora per l’ospitalità.

V- (mandibola al suolo)

B- Non dici più nulla?

V- Dì un po’: visto che sei già morta, non ti dispiacerà se ti chiedo come cazzo tu abbia fatto.

B- Oh beh, colpo di sfiga: leucemia.

V- Porca troia..

B- Oh it’s ok.

V- Ma cazzo, non hanno cercato un donatore di midollo compatibile con te?

B- Si si, e lo hanno pure trovato!

V- E allora mi stai dicendo che i medici che ti hanno seguito hanno le madri che pasteggiano ad erba?

B- Hahahaha no!  E’ solo che all’ultimo minuto, il donatore si è rifiutato di donarmi il suo midollo perché non sono americana.

V- Fammi capire: un tizio, un bel giorno va in clinica e decide di fare il donatore di midollo. Capita che una bambina italiana abbia bisogno del suo cazzo di midollo e lui tira indietro il culo, semplicemente perché non è americana?

B- Corretto.

V- E perché me lo racconti?

B- Per sapere cosa ne pensi.

V- Tu sei fuori. Però ho un’idea.

B- Del tipo:

V- Dì a Marco che ci pensi lui.  Digli che l’americano puzzone, è un mio raccomandato speciale.  Digli che faccia a suo gusto ma che mi faccia avere un report.

B- Dici che basterà?

V- Oh si!  Oh si! Vedrai che comiche!  Ci saranno fettine di midollo che svolano come mosche!

B- Oro! Ciao Vetrà!

V- Hasta pronto, hermosa!

 

 

PS: storia vera.  Controlla QUI

 

BUSINESSSSSSS

Esercente- Prego?

Il Vetraio- Ehm, posso cortesemente avere un insalata?

E- Ma certo! Vuole solo verde o facciamo mista, con un pochino di carote, della mozzarella, una simmenthal… ?

V- Vada per la seconda, basta che non mi costi un milione!

E- (Con la faccia tipo"maccheccazzodicicretino) No, vedrà che sarà soddisfatto..

V- Uhm (diffidente di protocollo)

 

attesa, guardando un pupo che appallottolava caccole, che poi azzeccava sulla camicia del padre, (il quale porconava cristo in modo palese e senza indugi, né balbuzie).

 

E- Ecco a lei la sua insalata! Porto qualcosa da bere?

V- Se non vuole vedermi stramazzare al suolo col volto blu e morire senza nemmeno il tempo di confessarmi..  Si grazie, un’acqua gassata senza ghiaccio.

E- Ecco l’acqua, e mi son permessa di metterle del limone.

V- Ottimo, la ringrazio.

 

Attesa dedicata ad inghiottire il mio pasto.  Il pupo, avendo finito le scorte di caccole, si dedicava a rompere i coglioni all’umanità, derapando in mezzo ai tavoli e costringendo i camerieri a parlare in lingue sconosciute.

Lingue che però contemplavano sempre dio e parenti.

V- Mi fa il conto per cortesia?

E- Certo, sono sedici euro e cinquanta centesimi.

V- Ma nell’importo è compresa anche la “furto ed incendio” ed un treno di gomme nuove?  Mi ha forse fatto comperare delle quote della Monte Paschi di Siena? Mi ha pagato un massaggio da una massaggiatrice coreana esperta in bocche acrobatiche?  No dico, sedici euro di un insalata, mi sembrano tante, porco iddio!

E- Eh..la simmenthal in effetti alza il prezzo mica di poco!

V- Avrei detto fosse il limone…!