NIZZA IN ITALIA

Vi chiedo uno sforzo.

 

Vi chiedo di leggere questo post facendo finta che sia scritto in dialetto del sud.

 

Preferibilmente partenopeo.

 

Oppure fate voi, non cambia molto e io me ne farò una ragione.

 

È il pacchetto di comunicazioni che io immagino poter intercorrere tra le varie figure, in caso di un attentato come quello di Nizza, se effettuato in Italia.

 

Cittadino telefona al 112:” Presto! Qui c’è un folle con un camion a tutta velocità…in centro…c’è molta gente a terra…”.

 

Carabiniere:”Con calma…buona sera…su via, faccia finta di nulla…vuole dirmi che lei non supera mai i limiti di velocità?… Non è che qualche volta, in centro, magari per raccattare i figli da scuola…sia clemente e dica alla gente stesa per terra che si alzi velocemente, sennò poi si prende freddo…”.

 

Cittadino:”Ma no! Non capisce..Qui il camion sta zigzagando mietendo in modo casuale!”.

 

CC:”Eeeeee signò…mi permetta…resti in attesa”   (Marescià, qui c’è una persona che vede un camion che sta commettendo atti impuri in centro, in prossimità di un campo di grano che è tagliato alla cazzo di cane…)

 

CC2: (Ma perché mi devi rompere il cazzo? Verosimilmente è un ubriaco…)

 

CC: (Mi scusi marescià, chi: quello del camion o quello che ho al telefono?).

 

CC2: (tutti e due mannacc….wyz°#§).

 

CC:”Senta..me lo dica…ci siamo fatti una bevutina stasera? Andiamo, sù…vada a casa con qualcuno dei suoi amici…”

 

Cittadino:”Senta, vuole scherzare? Qui ci sono cadaveri ovunque e gente che piange…aiutateci!”

 

CC:”Aaaaah! Ora ho capito! Senta signò, quelle sono cose che riguardano le famiglie. Si faccia i fatti suoi. Lei non dica nulla. Io non so nulla e nessuno si farà male. Ora la cosa spetta ai servizi funebri…”.

 

Cittadino: morto suicida dopo qualche secondo.

 

La vaginetta di oggi è:

 

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