NON AUGURIO

No, non preoccuparti: non ho intenzione di farti gli auguri.

In questi giorni ho osservato molto bene le masse antropomorfe che calpestano questa tonda terra, e mi sono accorto che, in relazione agli auguri, ci sono diversi atteggiamenti così elencabili:

1) se non fai gli auguri, sei una merda;

2) se fai gli auguri, sei un falso;

3) se fai gli auguri solo ad alcuni, sei un leccaculo; perché sicuramente farai gli auguri solo a quelli che te li renderanno come favori.

 

In sostanza sono posizioni diverse, perché altrettanto diversi sono i significati che la massa attribuisce alla parola “augurio”.

E torniamo sempre lì: le parole hanno un senso; le frasi sono composte di parole e avranno un senso dipendente dalle parole che le costituiscono; le vaginette non usano parole ma comunicano benissimo.

Quindi, come dice la Legge di Marilù, parla meno e leccala di più.

Dov’ero rimasto?

Ah sì: l’augurio viene interpretato soggettivamente da ognuno degli antropomorfi di questo pianeta, con conseguente caos.

L’augurio è un auspicio, una speranza, una roba bella che non c’è e si spera arrivi; una roba bella che c’è e che si spera non se ne vada.

Esempio: vi auguro che la Boldrini venga rinchiusa in una porcilaia zeppa di suini affamati.

 

E allora la mia domanda è: invece di augurarmi del bene, perché non decidi di farmelo?

Cioè, invece di rompermi il cazzo con un messaggino sul cellulare per dirmi che speri per me cose buone, perché non fai in modo di farmele avere queste minchia di cose buone?

Vale tra amici, tra colleghi, tra consorti, tra amanti, tra polizia municipale e suore paoline, tra tutti.

 

Smettiamola di fare auguri e scopiamo di più.

Ecco, questo è il concetto.

Tutti saremmo più sereni, più gentili e più affabili se potessimo affondare il nasino molto più spesso su di una vaginetta come questa:

 

RIFLESSIONE NATALIZIA

Inizia la settimana dei finti auguri, delle finte strette di mano, dei finti buoni auspici e delle finte riunioni conviviali.

Direi che si tratta della festa più rappresentativa del mondo cattolico.

Non nevica nemmeno e Babbo Natale è una bugia.

Non hanno diminuito le tasse e quel preventivo fatto dal dentista, è diventato doppio.

Auguri un cazzo.

 

AUGURIO vero (vero=vetro)

 

Non ho ancora fatto nessun augurio di Natale.

Non credo agli auguri, visto che alla fine succede sempre ciò che deve succedere.

Non credo nel Natale che già gli stessi ortodossi ammettono di aver cambiato e stracambiato nel corso dei secoli.

 

Ciò in cui credo è molto più razionale.

Credo nell’impegno, nella volontà, nel sesso quando supportato da un sentimento, nel sesso un’altra volta perché è meglio abbondare che deficiere, nella fatica, nel lavoro, nella solidarietà, nelle regole solo quando associate al loro rispetto.

 

Per questo motivo auguro a tutti voi di volere fortemente il lavoro che fate con molto impegno e fatica, guardando ad un mondo dove esistano fortissime regole a tutela della collettività, per poi tornare a casa di sera e trovare vostra moglie (o marito a seconda di ciò che ospitate negli slip) e fare tanto sesso.  Molto.  E come piace a voi.

 

Perché nel Presepe ci sono anche le pecorine, si sappia.

 

La vaginetta di oggi: