REGALO

Alloggio in una guesthouse.

 

In questi giorni c’è solo una GUEST: io.

 

Il direttore non si vede mai.

 

Chi è il direttore?

 

Uno che ha saputo leccare il culo più degli altri, provocando sensazioni forti.

 

Direttore rivolgendosi ai camerieri con tono secco: ” Prendi il telecomando e cambia canale! Non potete far vedere il cricket agli ospiti a pranzo e cena! Hanno gusti diversi! Sono europei!” (Parlando al plurale per chissà quale motivo, visto che c’ero solo io e un paio di dozzine di zanzare che mi pregustavano).

 

Il cameriere prende il telecomando e confabula col direttore, evidentemente per decidere cosa farmi vedere.

 

Direttore verso di me: “Abbiamo un regalo per te: sapendo che il cricket non ti piace, abbiamo pensato a qualcosa di più vicino alle tue mode….”.

 

E così, per tutto il tempo della cena, mi sono sorbito il WRESTLING…

 

Acci sua…

 

La figa del giorno

 

FB_IMG_1434432069096

Allora,

 

se venticinquenne;

 

sei sano (si insomma c’hai la tega che potrebbe tagliare lastre di vetro, tipo);

 

non esci la sera perché tanto fuori c’è il nulla cosmico;

 

non hai la fidanzata e se ce l’hai, te l’hanno trovata i tuoi perché, sai com’è, famiglie tradizionali…cioè tipo che ti trovi a letto con una che ti eccita come un frigorifero vuoto ma la devi scopare lo stesso perché sennò la famiglia che dice? (vomito)

 

lavori in uno stabilimento con 10.000 uomini(percentuale di finocchi pari al 82%, se in piedi. Da stesi di più);

 

internet blocca tutto ciò che abbia a che fare con l’erotismo (a dire il vero blocca anche il giornale di Vicenza, e non è un male);

 

le feste danzanti non esistono. Esistono rarissime feste con musica alle quali non possono essere presenti le donne e quindi trovi tremiliardi di mufloni ad ascoltare improponibili ritmi cantati da un coglione col capello tinto e ti viene la gastrite.

 

Ascoltami fratello, in queste condizioni ci si spara.

 

È meglio morire.

 

Meglio farsi saltare in aria.

 

Ecco, appunto.

 

Benvenuti in Pakistan!

 

E la mia risposta a tutto questo è la seguente, perdio!

 

 

FB_IMG_1429674945415

PASQUA IN LAHORE

Un parco.

 

Un ingresso al quale occorre versare un obolo per la manutenzione.

 

In una città come Lahore è il posto di relax per antonomasia.

 

A 40 metri una specie di caffetteria, che non c’entra una sega con una caffetteria vera e propria ma cercate di contestualizzare, diobono.

 

Tra l’ingresso e la caffetteria (che ho capito che non è una caffetteria, ma fate finta che lo sia) c’è una zona dedicata alle giostrine per i più piccoli.

 

Tutt’attorno velatissime mamme che controllano i pargoli.

 

Ci sono anche branchi di mariti che, complice il vento, cercano di scorgere manate di sanissimo pelo Pakistano, a narici spalancate.

 

Tutto intorno migliaia di persone sparpagliate.

 

Chi passeggia, chi gioca a cricket, chi prepara pani di ashish.

 

Entra un talebano, paga l’ingresso e, in compagnia della sua nuovissima cintura farcita di esplosivo e grosse biglie di acciaio, si avvicina alle mamme.

 

Uno normale tirerebbe fuori il pisello e si farebbe una sanissima pippa.

 

Lui invece tira un cordino, magicamente collegato ad un detonatore.

 

Io adesso dovrei descrivervi la scena ma non lo farò.

 

Non vi dirò che ci sono delle madri che non avranno nemmeno un cadavere su cui piangere.

 

Non vi dirò che cosa significhi vedere dei padri svenire, di rabbia e dolore.

 

Non vi dirò cosa significhi per un soccorritore dover lavorare con a disposizione un cazzo di nulla.

 

Tutte cose marginali.

 

C’è però un paio di cose che vi devo dire.

 

Ma ve le dovete stampare in testa.

 

Cioè proprio martellandole nel cervello.

 

Solo qualche ora prima, i ragazzi della mia squadra mi hanno invitato ad assaggiare del loro cibo “visto che per voi cristiani è un giorno di festa”.

 

Per giorni, settimane, io non ho visto un solo gesto di discriminazione religiosa.

 

E abbiamo parlato di religione, di corano e dei problemi che hanno, con coloro “che dicono di essere musulmani ma che non lo sono”.

 

Ecco questo volevo dirvi.

 

NON cadete nella trappola in cui vogliono farvi cadere.

 

Al musulmano è consentito uccidere solo in tempo di guerra e SOLO in defence.

 

La seconda cosa?

 

Beh, sappiate che non mi fa mai paura il volto di un individuo, anche se pazzo.

 

Non mi fanno paura i talebani, gli estremisti e porchiddio vari.

 

Però niente mi fa più paura del viso di una donna che non trova più suo figlio.

 

E che mai troverà, polverizzato da una bomba.

 

Quello racchiude l’odio mondiale.

 

Quello è bomba H.

 

Quello è guerra.

 

Davanti a quello si piange.

 

E io ho pianto.

 

kamikaze