INDOVINELLO

Da una vita sognavo che accadesse, ed è successo.

No, non parlo della vincita al superenalotto che, viste le statistiche, è cosa da non augurarsi.

Parlo della famosa telefonata.

Sì, quella telefonata.

Quella che una nota casa che produce articoli per il sonno, fa a titolo promozionale.

“Pronto? Sono Silvia della ditta xxyyzz; posso farle un indovinello?”

“Ma cerrrrrrrrrrrrrrrrrto!”

“Qual è quell’azione che: è necessaria, non prevede differenze di genere, se non la fai muori, se la fai male vivi peggio, non conosce la differenza tra giorno e notte e la si augura alle persone care?”

Ho sentito un’emozione forte e gli angeli cantavano e fumavano suonavano le trombe.

Era il mio momento.

 

“La mia risposta è…………..”.

“Sì, mi dica! Potrebbe vincere un viaggio a Ibiza per due persone!”

“FARE LA CACCA! E adesso voglio andare a Ibiza!”.

“Click”

 

Vaginetta del giorno:

PER IL SIG SKY

Avere una roteante pigna, infilata esattamente nel buco della popò, sarebbe più confortevole rispetto al veder apparire i popup di SKY della mia minchia, finché leggi una notizia.

 
Io non lo sopporto.

 
Il mondo vive.
Il modo lotta.
Il mondo recede.
Il mondo emigra/immigra.
Il mondo va a fare in culo e io?

 

 

Io cerco di utilizzare la rete nel modo più utile possibile (youporn a parte)per sapere cosa stia succedendo attorno a me.

 
E che cazzo mi appare a tutte le ore del giorno e della notte?

 
Il tuo popup pubblicitario.

 
Ora, è mai possibile che tra voi followers non vi sia nessuno (e dico nessuno) che faccia parte dell’entourage di SKY?

 
Possibile che non ci sia un hacker, un inteligentone o cazzi mazzi, che possa prendere il mio post e girarlo al sig. SKY?

 
Io avrei un messaggio da inviargli:

 

 

“Spettabile sig.SKY della mia minchia,
tu vendi ciò che dovrebbe essere libero (informazione) e proponi in TV ciò che la gente dovrebbe gustare al cinema, toccando le zinne alla fidanzata e maciullandosi il fegato di popcorn (film).

 
Diffondi uno dei peggiori virus che l’umanità abbia mai creato, in grado di passivare volutamente le menti delle persone (calcio) e decidi pure di invadere la mia vita con le tue continue offerte.

 
E io sono pure gentile, perché clicco sulla “X”, senza ricorrere ai Casalesi per farti sparire.

 
Ma tu riemergi imperterrito, come Berlusconi in tv.

 
Cioè, mi chiedi di pagare per mangiare la tua immondizia.

 
Io posso capire che tu abbia avuto la possibilità di inculare un certo numero di italiani.

 
Lo posso capire.

 
Basta navigare su FB per percepire che di gente col cervello liquefatto ce ne sia una montagna, MA non il sottoscritto.

 
Ritengo che la stessa pubblicità sia illegale, visto che dovrebbe essere “chi buca la gomma a cercare il gommista e non viceversa”.

 
Ritengo anche di avere il diritto di accedere al mondo di internet senza che tu IN MODO RIPETITIVO continui ad apparirmi con i tuoi popup della minchia, per ricordarmi la possibilità di diventare un coglione di quelli che hanno bisogno di vedere cosa succeda negli spogliatoi per sentirsi realizzato (e pure pagando).

 
È per questo motivo che io, confidando nella straordinaria dote di iettatore selettivo che mia madre mi ha passato, ti auguro di morire così:

 
– Col pannolone pieno;
– Di stenti;
– Con le bave dense come il catrame;
– Guardando una delle tue partite truccate;
– Ascoltando Gigi d’Alessio;
– Con la camera tappezzata di poster della Bindi nuda;
– Con ecoitalia che ti suona al citofono;
– Con tua moglie in bella vista sulla categoria DP di youporn;
– E con la totale diffusione di MOZILLA FIREFOX che io ho installato stasera, sentendo un immenso bisogno di masturbarmi quando ho capito che blocca il tuo popup“.

PUBBLICITÀ SCHIFOSA

Vorrei che tu, si tu che hai avuto l’idea di creare i banner pubblicitari che emergono dal nulla navigando in rete, potessi cagarti addosso durante il matrimonio di tua figlia. Una bella diarrea inopportuna come la tua pubblicità.

 

Ma vale anche per te, imprenditore della mia minchia che ti servi di questo disgustoso strumento!

Dovete morire soffrendo.

Dovete morire col pannolone pieno.

È squallido irrompere nelle navigazioni di qualcuno che cerca una notizia, un dato tecnico, che lavora o che, semplicemente, vuole farsi una sanissima pugna.

Se voglio comperare qualcosa, m’informo.

Non ho bisogno che mi ricordi della tua inutile esistenza.

Se sei titolare di un’azienda seria, significa che soddisfi i tuoi clienti.

Pensi che questo passi inosservato?

La rete nota, appunta, apprende, analizza.

Se invece fai parte di quella categoria di “imprenditori” che pretendono di fare “articoli di merda, ma con un’immagine da mille ed una notte”, allora dovete morire con le zecche che vi mordono!

Non so quante probabilità ci siano che questo post giunga tra le mani di quei vigliacchi che distribuiscono popup ai quattro venti, ma se dovesse succedere, vogliano essi considerare il mio immenso disprezzo, relativo alle persone, agli articoli, ai metodi, e anche alle loro mogli che, per avere scelto un marito così, devono essere intelligenti come una lavanda gastrica.