RAZZISMO

Oggi per essere razzista, non servono più tutti quegli schifosi pensieri di carnefici che puntano vittime, solo in quanto portatrici di un diverso colore.

Di allegri membri del Ku Klux Klan che impiccano il negro, perché negro. 

Di schifati signorotti che non accettano la presenza di un diverso a meno di 34 mila metri lineari, senza farsi venire l’orticaria.

Eh no!

Oggi per essere razzista basta pronunciare la parola “NEGRO”.

 

E questo relega il razzismo solo alle vuote calotte craniche di coloro che lo vedono ovunque.

 

Meglio gustarsi una vaginetta:

 

SANREMO STRUMENTO POLITICO

No beh,

 

vediamo di puntualizzare.

 

Io capisco che Sanremo sia un evento atteso.

 

Capisco che sia uno strumento di sensibilizzazione di massa.

 

Capisco che lo si usi manifestamente per finalità propagandistiche.

 

Ma non mi si deve prendere per il culo facendomi credere che Cristo sia morto di freddo.

 

Questa storia del “siamo tutti uguali e tutti fratelli” non mi appartiene.

 

Le nostre maestre delle elementari, si sono massacrate per passarci questo valore che si è dimostrato quantomeno equivoco.

 

Io posso rispettare tutti, conviverci, evitare di lanciare loro dardi infiammati e anche esimermi dall’eseguire test di ordigni all’idrogeno nei pianerottoli dei condomini dove si annidano, ma non mi si può forzare a dire che siamo uguali.

 

Io sono io.

 

Non sono rumeno, né albanese, né nigeriano, né cittàdelvaticaniano.

 

Io sono veneto, figlio di veneti, nipote di veneti e bisnipote di ROM.

 

E sempre che si possa dire “bisnipote”, perché francamente mi sembra un termine del cazzo.

 

Ma questo non è importante.

 

La cosa importante è: io non sono come loro, nel bene e nel male.

 

Lasciatemi i miei difetti e la mia cultura.

 

Lasciatemi la mia soppressa con l’aglio, la mia maniacale attitudine all’ordine e alla pulizia.

 

(E non quel tipo di pulizia, diosanto).

 

FB_IMG_1445901414114Immagine a rafforzamento del mio principio.

GIUSTIZIA PREVENTIVA E MANCATO AUTOEROTISMO

Il tartufo, Berlusconi, studio aperto, le ascelle femminili depilate e l’immigrazione clandestina, sono tutte cose che odio.

Non fa nemmeno più notizia.

Oggi però sono riuscito a farmi insultare da una sciacquetta fascistella, che mi accusava di buonismo.

Accusare me di buonismo comunista gratuito, è come dare del mafioso a Borsellino.

Assurdo.

 

E tutto perché?

Presto spiegato.

Piccolo paesello della mia provincia.

Un ragazzo di colore si aggira per quelle tre vie in croce che ci possono essere in una frazione di 200 abitanti, alla disperata ricerca di qualche moneta.

Chiede questa cazzo di moneta a tutti indistintamente.

Donne, bambini, adulti, vecchietti e anche ad un vecchio Garelli appoggiato ad una grondaia.

Tutti concordi nel definirlo “confuso”.

Il ragazzo, non il Garelli, cristo!

Carabinieri avvisati.

E questa cosa non è marginale perché, viste le dimensioni della frazione, deve essere stata la prima occasione in dieci anni per uscire motivatamente dalla caserma.

E ovviamente parte il tam-tam su internet all’insegna del “Occhio! Dobbiamo essere vigili! Prevenire è meglio che curare!” e tutte cose che, da un certo punto di vista, risultano condivisibili.

Embhe?

 

Tra questi parte anche la sequenza delle considerazioni della minchia tipo “Prendiamolo a randellate! Picchiamolo e buttiamolo nel fiume!” e altre salvinate del genere.

Ho fatto quindi una domanda che riporto testualmente: “E perché le randellate?”.

Delirio.

De-li-rio.

E pensare che, se l’implume stronzetta volesse dare sfogo al suo giustizialismo, avrebbe nomi come Galan, Berlusconi con tutta la processione di forzisti, dell’Utri della mia michia, che almeno sono colpevoli di qualcosa!

No niente, sarebbe fuori dalle sue capacità.

Vorrebbe randellare il negro punto e basta.

Poco importa che non abbia commesso nulla o che ci sia il rischio di uno stato confusionale da malattia.

No.

È nero, extracomunitario e confuso e ciò è sufficiente per la sentenza prodotta da questa corte di stupidi individui figli del benessere, della corruzione e dell’eccesso di libertà.

 

Ecco una delle ragioni che giustifica l’atto masturbatorio.

Qualcuno dica alla glabrissima decerebrata di giocare col suo sesso, lasciando il nero libero di esistere (salvo reati)!

O qualcosa del genere.