VENDETTA

 

Sapevate che la vendetta è una brutta cosa?

Sapevate che la vendetta non serve?

Sapevate che la vendetta vi porta all’inferno?

 

Sapevate che le tre frasi precedenti esistono solo ammettendo un Dio?

 

Quindi la vendetta è giusta, utile e terapeutica.

 

Donate l’inferno a chi vi ha fatto del male!

 

Al limite vi potete sempre confessare.

 

 

La vaginetta di oggi:

 

NON USARE IL NOME DEL CANE INVANO

Comincerei subito con un “Buon lunedì” se non fosse un terribile ossimoro.

 
Molto meglio che mi limiti ad un “Ben ritrovati!” anche se non è che vi abbia cercati poi così tanto durante il weekend.

 

 

Ho deciso di fare una nuova intervista, nel tentativo di dare una risposta alla domanda che spesso mi viene rivolta “Perché odi gli animalisti?”.

 

 

Breve descrizione dell’intervistata:

 
Donna, circa 40 anni, sexy come un barattolo di pelati col fondo ruggine, segretaria senza ginocchiere, animalista convinta, cattolica ortodossa, ovviamente impegnata politicamente.

 
Abitualmente indossa scarpe alla ballerina, pantaloni che sottolineano l’inesistenza del culo e occhiali che possano consentirle di guardare senza essere vista.

 
Usa profumi improbabili, a metà strada tra l’arbre magique e il raid scarafaggi.

 
Quelli di voi che stanno pensando: “è zitella di sicuro”, hanno vinto.

 

Lei è a spasso col cane.

 

Vetraio: “Ciao,da un pezzo non ti vedevo!”.

 
Animalista: “Ciao, stai bene? Io sono sempre qui..lavoro, porto a passeggio il cane e poi vado a messa”.

 
Vetraio: “Col cane?”.

 
A: “No, prima porto a casa il cane e poi vado a messa”.

 
V: “Capisco..ed entrare in chiesa col cane non se ne parla ”.

 
A: “Ehhmm..no..”.

 
V: “Preti antianimalisti?”.

 
A: “Mah..regolamenti…”.

 
V: “Dimmi qualche aggettivo che identifichi il tuo cane”.

 
A: “Educatissimo, pulito, ha dei comportamenti di tipo umano, giocherellone, intelligente, fedele… non saprei..è fantastico!”.

 
V: “Consiglieresti a tutti un cane?”.

 
A: “..però non a tutti i cani consiglierei un padrone!”.(Ettecredo..)

 
V: “Dimmi adesso qualche aggettivo che identifichi i preti”.

 
A: “Ti conosco e so quanto tu sia anticlericale per cui è inutile nascondersi: ci sono dei problemi nel clero..”.

 
V: “Ma tranquilla, a me bastano degli aggettivi..”.

 
A: “Devoti alla causa del Signore (!?!), disponibili, a volte severi, qualche volta bricconcelli, punto di riferimento per il paese..”.

 
V: “E il loro rapporto con i soldi?”.

 
A: “Lo sapevo che mi volevi fregare..non ti rispondo!”.

 
V: “Nessun problema, non rispondere è una forma di risposta!”.

 
A: “Aspetta che raccolgo la cacca, perché l’ha fatta qui..”.
V: “Allora tu sei un’animalista munita di sacchettino delle deiezioni!”.

 
A: “Ovvio, mica come quelle merde di zingari che cagano ovunque come se fossero nella giungla!”.

 
V: “Tra uno zingaro ed il tuo cane chi salveresti?”.

 
A: “Il mio cane”.

 
V: “Se colpisci col dito mignolo del piede lo spigolo della porta a diciamo 300 km/h, qual è il massimo dell’imprecazione che ti scappa?”.

 
A: “Ehmm lasciamo stare…ha ha ha”.

 
V: “No dai, fammi capire!”.

 
A: “A volte porca puttana, a volte dio prete..”.

 
V: “ Eh beh, ci sta..io dico dei gran diocane ma dopo questa intervista non sono convinto di essere il blasfemo dei due..”.

 
E quindi la risposta alla domanda iniziale è: non odio gli animalisti, bensì gli idioti che cercano di compensare il loro disagio psicologico, con gli animali.

INTERVISTA (terza ed ultima parte)

Credo poi che nel 1947 spuntò l’UNSCOP (United Nations Special Commitee Of Palestine) che, composto da Stati decisamente esperti di Palestina (non rida la prego, Canada, Cecoslovacchia, Iran, Jugoslavia, Australia, India, Uruguay, Svezia, Paesi Bassi, Guatemala e Perù)decisero che la casa di qualcuno doveva diventare casa di qualcun altro. (A dire il vero, se la memoria non mi tradisce, credo che gli Australiani, rendendosi conto della minchiata, si siano astenuti, o qualcosa del genere).

Questo “qualcun altro” (il palestinese, tanto per essere chiari)sarebbe stato cortese se avesse sorriso, ringraziato e offerto dei pasticcini in segno di pace.

A sue spese, perché non dimentichiamo che stiamo parlando di ebrei.

I:- Posso ridere?

V:- Le sia concesso. E gratis, mica sono ebreo!

I:-Hahahahahaha

V:- Arriviamo al 1947 o 1948, boh ecchissene. Lì succede che un po’ di gente araba (Egitto, Siria, Iraq e altri) decide di dare una mano a quei poveri sventurati di palestinesi, mettendo in piedi una guerra dalla quale ne usciranno perdenti.

Ancora una volta (The power of money).

Da quel momento in avanti succede solo un reiterarsi di violenze gratuite.

E sapete chi ne fa le spese?

Principalmente quegli sfigati di Palestinesi.

Posso bere un sorso d’acqua?

I:- Ma certo, mica sono ebrea!

V:- Quindi la mia risposta alla domanda che lei vorrebbe farmi è: “NO, non li odio”.

Io non odio gli ebrei.

Non odio nessuno per motivi religiosi. Sarebbe un non sense.

Le ho fatto vedere i miei passaporti no?

Ho viaggiato ovunque e non ho mai avuto problemi con le religioni.

I:- Ma ha motivi personali contro gli ebrei?

V:- Ma non più di tanto. Credo che l’ebreo sia perfettamente coincidente con l’Israeliano. La religione è solo una educatissima copertura all’autodeterminazione di uno stato che non esiste.

Non sono cattivi.

Sono semplicemente avidi, presuntuosi e antietici.

Prima le ho detto qualcosa che sono sicuro NON abbia colpito la sua attenzione.

Le ho detto come dalla Shoah abbiano imparato tantissimo.

Ma mica per evitare il reiterare delle atrocità cui sono stati soggetti! Ehnò! Hanno migliorato il concetto di privazioni, di soffocamento e di annientamento senza fase acuta.

La tecnica del pitone. Lo strangolamento progressivo.

Gli ebrei sono felpati e quasi invisibili.

Sono come i clandestini alle feste.

Sai che ci sono e che di solito fanno di tutto per mangiare a sbafo. Se controlli, nelle tasche hanno pure delle riserve, che “non si sa mai”.

Sai che non li hai invitati, ma che faresti una figura meschina a mandarli via, per cui scegli il male minore: te li tieni.

Sai che se permetti loro di usare il bagno, quel bagno diventa loro.

Sai che se gli dai un cazzotto, diventi colui che non ha rispetto verso ciò che hanno subito con l’olocausto.

Sai che se il cazzotto lo danno loro, è solo perché hanno diritto di difendersi.

Insomma, fino ad oggi, l’ebreo ha vinto a mani basse.

I:- E quindi vince l’ebreo punto e basta?

V:- No, assolutamente. Essere ebreo non è una religione: è un patrimonio genetico. Implica una serie di caratteristiche che non appartengono al singolo.

È un fenomeno etnico del quale probabilmente anche dio proverebbe imbarazzo. Si insomma, se fossi loro girerei alla larga dal mar rosso..

Tuttavia è legato ai tempi.

Oggi finalmente la gente sta cominciando a capire cosa voglia dire essere ebreo.

Gli stessi USA hanno fatto dei passi importanti verso l’IRAN che, a differenza dei nostri beneamati israeliani, non ha mai colonizzato nessuno, mai invaso nessuno, mai rotto il cazzo a nessuno. E ha (l’Iran) femmine che parlano di scopare, non di mitra o carri armati.

Le ho fatto vedere la mia tessera di partecipazione ad EUROSATORY, quindi se le descrivo il disagio che si prova nel sentire una donna decantare le doti di un’arma fatta per spappolare un cranio, temo lei possa capire. Anzi no.

Penso che come avviene in un corpo umano, l’infezione verrà incistata, e messa a disposizione dei globuli bianchi.

Perché se religione è, religione deve essere!

I:- Cosa ne pensa dell’ISIS?

V:- Penso che sia una faccia della stessa medaglia. Rompere i coglioni a casa d’altri, scatena delle reazioni che non sempre sono commisurate.

I:- Si sposerebbe una ragazza Israeliana?

V:- certamente! Beh, preferirei una iraniana ma c’è pur sempre qualche israeliana non ebrea; boh, così dicono.

I:-Si sposerebbe una ragazza ebrea?

V:- no, temo di no. Ma solo per farle risparmiare tempo, visto che sono povero in termini di denaro e ricco di avversione alla religione.

I:- Vorrebbe lasciare un messaggio agli abitanti della striscia di Gaza?

V:- Certo: non sarà il Profeta a salvarvi: lo farà la vostra tenacia. Il mondo è con voi.

I:- Ma insomma, lei chi odia?

V:- Vedo che non ha letto proprio tutto il mio blog allora! Mi limito a risponderle così. “Il tartufo e le ascelle femminili depilate” 😉

I:- Qualche chicca sugli ebrei?

V:- hanno l’abitudine di andare per le fiere specialistiche nell’ultima ora dell’ultimo giorno di esposizione, per cercare l’affare, e lì si fottono con le loro mani.

I:- Ha conosciuto ebrei anche fuori Italia?

V:- Soprattutto! Ricordo quelli di Johannesburg che facevano tagliare le corde vocali dei cani che abbaiavano troppo o quelli di Silom a Bkk dove avevano il monopolio delle pietre preziose.

I:-Tra questi chi furono i migliori?

V:- I Casalesi..

I:- Prima di salutarci, intendo ringraziarla per l’intervista e mi auguro di sentire un’ultima frase che faccia da sintesi del suo pensiero, che mi aspettavo pieno di odio ma che in realtà non lo è..

V:- Macchè odio! L’odio non è utile a nessuno. Io ringrazio lei per aver stranamente dedicato tempo ad un blogger piccolo quale sono io. La mia frase conclusiva è “L’ebreo è così povero che non gli rimane altro che il suo denaro..”.

 

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INTERVISTA (seconda parte)

Nel giro di qualche settimana, non appena avuto il tempo di imparare a leggere, mi sono dovuto rapportare con una storiella che così sintetizzo.

Gli Ebrei sostengono di essere nati prima del big bang, e di averlo fatto proprio lì (di nascere intendo).

Solo per il fatto di esserci nati, ritengono di avere dei diritti di proprietà, sulla terra, sull’aria, sul fuoco, sulle cornici dorate, sulle scarpe col tacco e sui bigodini misura 5.

Pure io sono nato in un condominio che mi piaceva tanto, perché riuscivo a sputare dal quinto piano centrando chiunque.

Con precisione millimetrica.

Quando sono andato a rivendicare la mia proprietà, sono stato giustamente gonfiato di pugni e fatto oggetto di un certo numero di sputi di ritorno.

Quando si dice “la Legge è uguale per tutti..”

Con la Diaspora è successo un po’ quello che si vede quando spruzzi il DDT in un alveare: ognuno se ne va per i cazzi sua.

Tutto sommato porconando un pochino ma, suvvia, è come se fosse uno sfratto! Cioè puoi essere ebreo anche altrove, no?

No.

Ma nella storia appare un tale di quelli che farsi i cazzi propri, non ce la faceva.

Uno che si chiamava Herzl che si è messo in testa di lanciare un movimento definito Sionismo.

Il Sionismo è una chiamata a raccolta.

Una convocazione di una riunione di Forza Italia.

Una riunione di cosa nostra.

Insomma un grido tipo “Venite tutti qua che parte un rave!”.

“Dai che ce n’è per tutti!”

E il meccanismo di questo Sionismo era del tutto simile a quello che vediamo ai nostri giorni.

Ti viene creato un casino che ti distragga, quindi arriva il furbo di turno, approfitta della tua distrazione, ti sposta la mutanda e zaaaaaaaaaaaaaaaaaaaak.

Quella distrazione fu la prima guerra mondiale.

Che uno si chiede: Ma scusa, non posso fare l’ebreo a Boston?.

Ehhno! Ti ho già detto di no, cazzo! Si è ebrei solo con certi dati GPS, altrimenti sei un Hare Krishna.

Ehhno, guagliò, vinn’accà….capisc’ammè..

Si era innescata la truffa.

 

Pianopianotrucchetrucche, fantastiliardi di ebrei iniziavano timidamente a raggiungere la Palestina che, se non ricordo male, era in mano ottomana, ma non formalizziamoci sul numero delle mani, che sennò mi distraggo.

E da dove arrivavano i nostri simpatici ebrei?

Dalla Russia e da vari Paesi dell’est, a causa di persecuzioni.

N’altra volta?

Ma possibile che quando si debba perseguitare qualcuno si perseguitino gli ebrei? (domanda fuori campo).

Non è che siano davvero dei piantagrane della minchia? (risposta fuori campo)

Fatto è che dopo le innumerevoli persecuzioni cui sono stati soggetti nella storia, anche stavolta sono inguaiati e corrono e scappano.

Ma dove?

L’abbiamo detto: in Palestina.

Nel 1902, gli inglesi che avevano capito che sarebbe andato tutto a puttane, hanno offerto ai nostri simpatici ebrei di stabilirsi in Uganda.

Un pochino quello che si fa con le casette per le api: tutti vogliono il miele, ma senza avere il culo pieno di pungiglioni.

Leggasi “tenere le arnie distanti”.

La cosa comica è che hanno accettato, però senza poi dare seguito alla cosa.

Un po’ come quando tua moglie ti chiede di portarla all’IKEA.

“Si, va bene cara..ok..sicuro..ovvio..tranquilla..” tipo.

I nostri religiosi ebrei avevano in mente un’altra strategia, ben più raffinata di quella burinata messa in campo dagli english.

Nel 1917 (o giù di lì) gli ottomani prendono un sacco di botte dagli inglesi i quali, sotto pressione dai nostri religiosi ebrei, sono costretti (the power of money) a lasciargli costituire una sorta di “villaggio vacanze” (focolare nazionale, per i più pignoli) a casa degli altri.

Chi sono gli altri?

I palestinesi ovviamente, che dopo il passaggio degli ottomani pensavano di aver già pagato i loro debiti con la storia.

Avevano i culi rotti da far rabbrividire persino Barbarella, quindi poteva bastare, no?

Sbagliavano.

Ecco i nostri religiosi ebrei preparare dei monster dildo da piazzare nei già provati sfinteri palestinesi.

I:-Ma perché continui a sottolineare “religiosi ebrei”?-

V:-Proprio perché tu me lo chiedessi.-

I:- Ma non mi hai risposto!-

V:- Lo so, ti risponderai da sola. Adesso ho perso il filo del discorso, ma lo ritroverò facilmente. Se si parla di ebrei non ci sono possibilità di errore..-

In questo simpatico villaggio turistico, gli inglesi stabiliscono (!!) che “nessuno possa permettersi di violare i diritti civili e religiosi degli autoctoni”.

Ma non solo!

Gli inglesi dopo aver bevuto casse di quello buono, promettono che, una volta sconfitti gli ottomani, avrebbero garantito loro il diritto all’autodeterminazione (ai palestinesi! Buaahahahaha)

Devi scusare ma mi ridono i peli delle gambe.

 

E infatti..

Tutto va a tarallucci e vino, con la virilità inglese che consente ai religiosi ebrei di fare un po’ il cazzo che voleva, mettendo in piedi anche la “auanagana” (scusa, è il mio sistema di memorizzazione della Haganah, una sorta di esercito a protezione dei religiosi ebrei.

Quale religione non gode di un esercito, dico io?

I:-In pratica sostiene che vi sia stata una metamorfosi che ha visto i religiosi ebrei diventare cittadini di uno stato altrimenti inesistente, gli israeliani?

V:-Beh, non occorre nemmeno fare grossi sforzi per cogliere questo aspetto. Ecco perché prima le dicevo che il termine “scelte religiose” non c’azzeccava una fava.. e così si è risposta da sola a quella domanda che mi faceva poco fa..-

I:-Si, infatti..E poi?

V:- E poi sono serviti un certo numero di anni per capire che gli inglesi non potevano gestire la situazione di attrito che si era venuta a creare. In fin dei conti c’erano degli intrusi (ricchi intrusi) a casa d’altri. Intrusi che avevano litigato e rotto il cazzo in tutto il mondo ed in tutti i secoli, per poi finire in Palestina.

Di qui, il detto “sei sfigato come un palestinese”.

 

Continua…

 

INTERVISTA (prima parte)

Intervistatrice:-Ho letto più volte nel suo blog che si definisce razzista: è vero?-

Vetraio:-Dal momento che esistono razze con caratteristiche così diverse, è assolutamente illogico non essere sensibili alle differenze.

Ciò implicherebbe la stessa sintonia con culture terribilmente diverse, e ciò è una utopia.-

I:- Quindi lei non dà una interpretazione negativa alla parola “razzista”-

V:-No, o perlomeno non necessariamente.

Come dicevo poco fa, le razze sono moltissime ed è quindi impensabile mantenere gli stessi criteri di sintonia con tutte. Cadrebbe il concetto di armonia. Se ha studiato un minimo di musica, mi capirà.-

I:-Parliamo di religioni…-

V:-Quindi parliamo del nulla…-

I:-Le religioni sono reale motivo di divisione o di guerra?-

V:- Visto che lei è così preparata su quelle quattro minchiate che scrivo sul mio blog, saprà che io credo che al mondo ci siano solo due alternative. Credere o ragionare.

Seguendo questo principio, è automatico rispondere alla sua domanda con un bel “NO” (No, le religioni non sono reale motivo di divisione e di guerra).

Poi però entrano in campo le razze e le cose si complicano.-

I:-Sta forse dicendo che le dispute cui stiamo assistendo non siano di sola origine religiosa?-

V:-È un fatto.

La religione non mi ha mai ostacolato in nessun ambito professionale.

Non ha mai interferito nella mia libertà di movimento e ho sempre trovato persone estremamente elastiche per compensare la mia ignoranza (relativa a quella religione nello specifico).

I problemi si pongono laddove ci sia sovrapposizione tra un credo ed una moneta.-

I:- Shoah: verità o finzione storica?-

V:- Verità. Verità incancellabile. Verità pesante e francamente verità anche scomoda (dalla quale l’ebreo ha imparato moltissimo).-

I:- Mi incuriosisce l’aggettivo “scomoda”..-

V:- Sostengo che ad oggi ci siano ancora entità che si vergognino per aver coadiuvato l’olocausto, e che ci siano altre entità che non avrebbero troppo piacere a svelare le concause del massacro.-

I:-Quali secondo lei sono le responsabilità della gente nei confronti delle religioni?

Mi spiego: il comportamento delle masse influenza le scelte religiose?-

V:-Mi permetta di dissentire sull’uso di un termine della sua domanda. Mi riferisco a “scelte religiose” che dovrebbe poter essere letto anche come “strategie finanziarie”, a seconda di chi lo attua.  

Per rispondere alla sua domanda è facile: la gente lavora troppo sulle opinioni senza averle “macerate” a dovere sui fatti.-

I:-Mi sono persa..

V:- Si, lo so.

I:- In un tavolo da biliardo, preferirebbe fare coppia con un Hinduista, con un Buddista, con un Musulmano o con un Ebreo?

V:-Probabilmente ci sarebbe uno che fa il maestrino, rompendo il cazzo a tutti. Mi allontanerei con la figlia del barista nel frattempo…-

I:-Sia serio..

V:- Per vincere mi metterei col Musulmano; per ubriacarmi di cazzate indicibili con l’Hinduista, per imparare un po’ di cose nuove mi metterei col Buddista.

I:- Ha dimenticato l’Ebreo.

V:- Non l’ho dimenticato.

Avevo capito che lei parlasse di gioco! Se di mezzo ci mettiamo l’Ebreo, andrebbe a finire che cercherebbe di comprarsi il biliardo, mettendo una tassa sull’uso delle stecche e chiedendo il pizzo sulle consumazioni. Alla fine della serata il locale sarebbe suo..-

I:- Pregiudizi nei confronti degli Ebrei?

V:- La parola “pregiudizio” presuppone una priorità delle opinioni sui fatti. Fortunatamente gli ebrei li conosco e quindi non si può parlare di pregiudizio in senso stretto.

I:- E di giudizio?

V:- No, meglio di opinione..-

I:- E quindi per usare le sue parole, è un qualcosa che è stato macerato opportunamente sui fatti, o sbaglio?-

V:- Non lo so, me lo dica lei: sono nato e tra le prime parole che ho appreso, c’era “mamma” “papà” “cacca” “Israele” e “guerra”. Sono quasi sicuro che “cacca” non avesse significati aggettivi nei confronti di nessuno, ma ciò è ancora al vaglio degli esperti.

Segue…