È inutile nascondersi dietro ad un palo, col pisello duro.
È inutile, e se il palo è trasparente, è ancora più inutile.
È proprio inutile nascondersi, tanto poi ti trovano sempre.
Sì insomma, parlo dei femminicidi.
Anche oggi in provincia di Verona una donna è stata straziata da “innumerevoli” coltellate.
L’assassino?
L’assassino è il compagno.
Arrestato.
Il fatto è grave?
No: è gravissimo!
Abbiamo un problema?
Sì, ma non quel problema: un altro.
Già oggi ho potuto ascoltare dichiarazioni da parte di esponenti della società civile che gridavano ai quattro venti il loro disgusto nei confronti del maschio, e probabilmente stasera , visto che ho deciso di fare uno strappo alla regola guardando la TV, mi sorbirò il resto.
Sarà la fiera della bestemmia.
Qui i casi sono due: o questa gente (parlo dei commentatori appartenenti alla società civile) sanno contare, oppure no.
Se sanno contare, avranno capito che i casi di femminicidio, che tutti sappiamo essere di una gravità immensa, sono qualche centinaio.
In Italia dovremmo essere circa 59 milioni e a spanne, la metà sono uomini.
Significa che ci sono 29milioni di maschi e qualche centinaio di folgorati.
Non si può generalizzare.
Personalmente non mi sento di condividere nulla della filosofia assassina di questi tizi.
Non sono nemmeno femminista, perché di difetti ne ho già a sufficienza, ma di sicuro non mi sento di supportare l’idea femminicida.
Credo invece che il problema sia d’altro genere.
Il problema è dettato dalla distrazione e dal menefreghismo.
In una società dove si inizia a correre ancor prima dell’alba e si finisce di correre a sole tramontato da un pezzo, non c’è tempo (e nemmeno voglia) di identificare le criticità.
Un femminicida dà sempre segnali di pericolosità.
Sempre.
Non mi si caghi il cazzo con la storia del “era una coppia felice salutavano sempre e nessuno avrebbe mai detto”.
Sono puttanate.
Un assassino lancia sempre segnali di follia.
Anche in questo caso, il mona aveva svariate segnalazioni per violenza domestica.
E io dovrei sentirmi un “maschio da rieducare” come una ebete starnazzava oggi per radio rai?
Quella ha un problema sotto ai capelli.
Se provi a contare fino a 100 e poi fino a 29 milioni, potrai capire la differenza.
Se ci sono cento soggetti che non hanno capito niente di donne, sono loro che si devono curare.
Non io.
La femmina è stata creata per essere ballerina.
Essa è nata per il ballo.
Il tip-tap, per la precisione.
E si allena quotidianamente, per ore, sui nostri flaccidi coglioni.
È la sua natura.
È egoista, lunatica, instabile, cagacazzo, con una propensione per creare problemi che nemmeno un fornaio col pane, e poi cagacazzo.
L’avevo già detto “cagacazzo”?
Ah sì, l’avevo già detto ma mi ero distratto un attimo, perché volevo scrivere che poi ha anche qualche difetto.
Ma è fatta così.
Esiste lei ed i suoi problemi.
Il resto può andare a cagare.
O lo si capisce o si è destinati ad essere schiacciati (e non vi dico da cosa).
Ma non per questo dovremmo organizzare un femminicidio di massa, che poi ci dicono che assomigliamo a Netaniahu che è una merda.
E noi non siamo merde!
Quindi, in conclusione, direi che possiamo affermare che il salame con l’aglio è buono ma poi abbiamo un problema.
E può durare per giorni.
La bella vaginetta di oggi è lei:


fracatz
Il Vetraio