Giovanna è una donna, e di questi tempi è meglio specificare.
Non so se femmina, ma sicuramente donna.
Giovanna lotta per il disarmo e per ostacolare il riarmo.
In pratica rompe il cazzo ad ogni manifestazione, senza dimenticarsi di definirsi di sinistra.
Come se oggi avesse ancora un senso.
Giovanna si finge “alternativa” ma lo fa grazie ai soldi del padre, altrimenti invece di andare a manifestazioni sinistroidi, andrebbe banalmente a lavorare.
Giovanna in realtà è proprietaria di svariate unità immobiliari che le sono piombate sulla testa proprio dal padre di cui sopra.
Giovanna è per la non-violenza e si incazza come una biscia quando vede che le forze dell’ordine fanno il loro lavoro.
Abusi di potere, li definisce.
Giovanna interviene anche quando la polizia in borghese becca una boldriniana risorsa scippare una vecchietta armi in pugno.
“Abusi di potere”, continua a definirli.
E finisce per essere identificata pure lei.
Giovanna è una delle persone che ha contribuito a ridurre l’Italia esattamente così, come la vedi.
Giovanna un bel giorno va a controllare uno dei suoi appartamenti rigorosamente sfitti e lo trova occupato.
Occupato nel senso che quando lei citofona per “dialogare con gli occupanti” per addivenire ad una soluzione pacifica, dal terrazzo del primo piano le svuotano in testa un capiente orinale.
Giovanna non sapeva che l’orinale fosse pieno di urina perché lei, convinta sinistroide falsa come un’epigrafe, fa la pipì su pregiati water, asciugandosi il pertugio con preziosa carta igienica alla camomilla.
Giovanna si rende conto di averlo in culo fino alla bozza occipitale.
Giovanna chiede aiuto ad amici sinistroidi della politica locale, perché mentalmente abituata al fatto che spostare il problema corrisponda a risolverlo.
Giovanna si rende conto che la starnazzante politica di sinistra non riesce nemmeno a comunicare con gli occupanti, i quali se ne catafottono delle sue istanze.
Giovanna si incazza.
Giovanna ricorre alla questura.
Giovanna invoca giustizia.
Giovanna vuole tornare in possesso del suo appartamento.
Giovanna si sente rispondere che non è possibile liberare lo stabile con la forza.
Giovanna ingoia merda, o per lo meno inizia.
Giovanna continua a richiedere interventi delle forze dell’ordine per giorni, settimane, mesi e anni.
Giovanna si rende conto che il suo appartamento è stato devastato.
Giovanna ora sa che il valore del suoi immobile è pari a quello dell’orinale che le hanno versato addosso.
Giovanna allora inizia a richiedere un intervento forzoso.
Giovanna vuole sbattere fuori dai coglioni le zecche che le hanno rubato l’appartamento.
Giovanna vuole la forza.
Giovanna vuole le armi.
Giovanna ha capito di avere il cranio pieno di melma.
Morale: dai primi anni ’90 si fu convinti che il mondo potesse esistere seguendo la logica del “volemose bene” e del “love and peace”.
Purtroppo non è così, e quelli che come me hanno ben presente come funzioni là fuori, sanno che la pace è il frutto di equilibri di forza.
Nessuno aggredisce una persona armata o più forte.
Nessuno trasgredisce la regola se c’è qualcuno di forte che la fa rispettare.
Il resto sono cazzate.
Giovanna ha tentato anche la carta della seduzione con il negro occupante.
Giovanna da settimane non riesce a sedersi, e l’appartamento ancora non le è stato restituito.
Giovanna è idiota.
Loro odiano Giovanna e sono femmine:


fracatz