Se i miei freni inibitori funzionano sufficientemente bene in tempo di pace, non posso dire lo stesso relativamente a periodi di tensione.
E adesso che sono a qualche giorno dalla fine del mio mandato professionale, i freni inibitori sono rotti.
Ma che dico?
Sono assenti.
Immaginate una mensa aziendale dove decine di schiavi moderni, ogni giorno consumano il pasto.
Pasto che diminuisce sempre di più sia in termini quantitativi che qualitativi ogni anno.
Credo si arriverà al punto dove serviranno solo pane e acqua.
Ma torniamo a noi.
Immaginatevi questo luogo, popolato di silenziosi zombie che consumano il pasto, ascoltando il TG alla TV.
Ho scritto “ascoltando” perché il TV è piccolo e non tutti riescono a vedere le immagini.
In compenso l’audio è buono.
C’è però un tavolo che non è propriamente silenzioso.
Non ospita nemmeno soggetti con la divisa da zombie.
È il tavolo delle collaboratrici (tutte donne) del grande capo.
Ognuna di loro ha un nomignolo.
C’è la deficiente che, dopo essere stata testata in ogni reparto con esiti pietosi, è stata destinata alla sicurezza (!!!).
E questo vi parla in modo chiaro di quanto interessi la sicurezza…
C’è poi la cicciona, nomignolo che ha finalità davvero offensive, ma non per bodyshaming, ma perché merita di essere trattata tanto male, quanto è maleducata col prossimo.
C’è poi la inutile.
La inutile, sorella della cicciona, non ha altra mansione se non quella di distribuire colpe.
Lei riceve un input negativo?
Prepara un colpevole.
Nulla più.
Poi abbiamo la principessa.
La nostra principessa è la sorella della deficiente.
Ella succhia il pisello del Direttore e quindi ha un po’ più benefit rispetto a tutto il resto della massa.
Trarre vantaggio da una prestazione sessuale è prerogativa delle puttane.
Lei è quindi una puttana.
Riesce a rendere volgare tutto ciò che indossa.
A tavola una scrofa potrebbe avere atteggiamenti perfino più consoni.
Si rivolge alla cuoca sempre in modo villano.
A volte lancia via ciò che le viene messo sul piatto al grido di “ma cos’è sta merda!!!”.
Fa ridurre le porzioni per avere qualcosa da portare ai suoi cani.
Insomma, diciamolo in termini tecnici: è un letamaio.
Quotidianamente in mensa ha da ridire sulla salatura.
“Antoniaaaaaaa! La carne è troppo salataaaa!”
“Antoniaaaaa! la verdura è insipidaaaaaaa!.
E io mi sono rotto i coglioni.
Di lei, delle sue compagne di merende, del direttore, della fabbrica, dei trasportatori, degli operai, e anche di me stesso.
Voglio demolire.
Ho bisogno di ferire.
Io oggi sapevo che avrebbe rotto il cazzo con il sale.
E non appena ha finito con il suo “Antoniaaaaaaaa i carciofi sono troppo salatiiiiiiii!”,
ho fatto partire
PS: il mega direttore quando già ero pronto per andare a casa, mi ha chiesto di scaricare un camion perché non aveva operai a disposizione.
Gli ho risposto: “È la battuta più divertente che le ho sentito fare in cinque anni…”
I so morti cani

fracatz
Il Vetraio