Una delle doti degli psicotropi è quella di aprire dei cassetti nascosti all’interno della mente.
Come li scelgano è un mistero.
A volte il contenuto viene solo riproposto; altre volte analizzato con attenzione.
Esploso, affinché le sue schegge siano il più taglienti possibile.
E così mi sono ricordato di Tommaso, al lavoro Tommy.
Toscano.
All’epoca mi sembrava vecchio anche se oggi realizzo che aveva la mia età.
Ero io ad essere un pargolo.
Cosa accomuna toscani e veneti?
La bestemmia.
La bestemmia creativa, artistica e anche un po’ progressista.
Ma Tommy lo faceva in modo diverso.
Inconfondibile.
La sua era una sola bestemmia, non mille.
E non di quelle bestemmie che si gridano se ti martelli un dito o se ti cade un oggetto.
La sua era una bestemmia che prendeva corpo dal nulla.
Poi anche in caso di martellata frattura falangi, si limitava ad un classico “Mareeemmmmma!”.
Però improvvisamente, senza segni premonitori, partiva il “porcamadonnadracula” seguito da un sorriso e da un sospiro che non si dimentica.
E non un sorriso divertito.
Nemmeno un sorriso ironico.
Direi nemmeno liberatorio.
Sembrava un sorriso di chi ha perso tutto.
Sicuramente disperato, ma con dignità.
Amaro come un cielo scuro.
Potente come un dolore inespresso.
Sottolineato da un sospiro lento, controllato, agonico.
Io non ho mai avuto il coraggio di chiedergli il perché avesse questi “sanguinamenti”, anche se la curiosità era tanta.
E forse è stato meglio non averlo fatto, perché chissà se avrei capito?
Così ho deciso di andare alla ricerca di informazioni.
Tommy è morto diversi anni fa, ma uno dei suoi colleghi di lavoro ancora in vita, contentissimo della mia domanda, mi ha regalato questa risposta: “Tommy mi ha confidato che ci sono cose che si sarebbero dovute dire per smettere di sentire dolore; cose che non si possono più dire e ciò provoca dolore; cose dette che hanno provocato dolore. E tutto ciò è irreversibile, porcamadonnadracula!”.
“E quel sorriso? E quel sospiro?”
“Derivavano da ciò che si diceva avesse visto da bambino durante una fucilazione fascista. Il condannato, che ha chiesto di non essere bendato, ha sorriso come uno che sta per morire e ha sospirato come chi trattiene la vita fino all’ultimo”.
Dedicata a Tommy:


fracatz
Il Vetraio