Alla fine, dopo tanto tempo, è arrivato il mio turno.
E quando arriva il momento bisogna coglierlo.
Bisogna smetterla con le puttanate.
Occorre agire.
O adesso, o mai più.
Beh oddio, ora ho esagerato; anche perché intenderei reiterare.
E allora mi sono preparato, sbarbato e caricato emotivamente come un ciclista prima della gara.
Cazzo, era il mio turno e non mi sembrava vero.
E vaffanculo il mondo.
Ho preparato il mio kit da goduria, controllando che non mancasse nulla .*
Mi ha fatto un po’ attendere lo ammetto, ma poi è arrivata.
Era morbida come piace a me.
Profumata come piace a me.
Macché profumi aggiunti: solo profumo original.
Quello che non ti lascia la pace.
Piacevole inoltre alla vista e al tatto…
No, dal punto di vista uditivo, no.
Proprio no.
Ma vabbè, se si guarda tutto.. (Frase famosa di Bocelli)
Ammetto di aver tergiversato.
Ho voluto gustare il momento.
Ho voluto attendere.
Mi sono appellato al mio autocontrollo, anche se dalle pulsazioni carotidee, ero pompato di brutto.
Poi deve averlo capito.
Ho posato la pipa e, dopo averla impugnata con dolcezza e decisione, l’ho sollevata, senza esitare nel raggiungere i punti giusti.
Ed erano giusti davvero.
Non ho trovato nessuna “copertura impegnativa”.
Non ha fiatato, ma ho sentito subito che avevo le dita bagnate.
Anche un po’ unte.
E ho capito di essere sul posto giusto. Lei era giusta!
Santocristo, avevo il cuore a mille.
Mi sono fatto un’ultima domanda: “Sei sicuro di volerlo fare? Sei sicuro di procedere? Non te ne pentirai?”
È partita una sequenza di “Sì, no, cazzomenefrega” che mi ha indotto ad accettare.
Slacciata la cintura e via!
No, non mi giudicate male: l’ho leccata.
Non mi sono cadute più di due o tre gocce che però ho raccolto successivamente.
Ho pensato che ho letto un articolo che certifica quanto faccia male.
Molto male.
Maccheccazzomenefrega!
Tanto bisogna morire comunque.
E poi sono in una fase della vita dove se succede, succede una volta ogni tanto.
Quando ho capito che la porca voleva essere morsa, è stata una festa.
“Vieni qui, non scivolare via!” le dicevo.
Ma non serviva: scivolava solo per togliersi completamente il bianco abito già pieno di eccitanti aloni, che ormai era d’impiccio.
Non siate impietosi con me se ammetterò che la cosa non è durata molto.
Quel mix di dolcezza e perversione con una spolverata di dominazione mentale, mi ha fatto esplodere.
Booom!
E visto che ero in serata trasgressione, mi sono fatto anche una birra.
Ragazzi, non siate cattivi con voi stessi!
La piadina di Kebab è una cosa che non vi dovete vietare.
* = fazzoletti di carta, filo interdentale, toothpicks in plastica e maalox, molto maalox.
La vaginetta di oggi:


fracatz
Il Vetraio