Stavo riflettendo su alcune notizie che hanno farcito le cronache degli ultimi giorni.

Nella fattispecie quelle relative a un tredicenne che ha accoltellato una sua docente e quelle di un diciassettenne che pianificava una strage con tanto di armi automatiche e biochimiche.

Ma noi che a quell’età pensavamo solo a motorino e figa? Mah.

Dopo aver riflettuto a sufficienza ho pensato che solo la matematica potrebbe dare delle risposte.

È ora di finirla con questa pugnetta colossale dell’educazione gentile.

Con questa idiozia del “dialogo a prescindere”.

I genitori, unici responsabili di questi tumori, devono capire che un genitore deve fare il genitore, non l’amico.

I giovani non vanno educati.

Il motivo è semplice: non sono in grado di cogliere ed elaborare l’educazione.

Vanno addestrati.

Bastone e carota (ed entrambi sono dual use, mi permetto)

Faccio una cosa fatta bene? Nessuno mi frattura.

Faccio una cosa fatta male? Giorni di ricovero al CTO con quella infermiera che la carota la impugna da dio.

I giovani, specie i preadolescenti sono degli animali antropomorfi, dotati di un enorme bagaglio neuronale (che tutti invidiano), ma che non serve ad un cazzo di niente.

E qui entra in gioco la matematica.

Quanti schiaffoni occorre somministrare ad un cagamerda tredicenne per fargli capire ciò che è giusto e ciò che è sbagliato?

Quante randellate devono colpire il suo cervelletto per fargli capire che è meglio ascoltare se non si vuole incappare in una tempesta di legnate?

Quanti calci sulle gengive serve sferrare affinché possano capire che accoltellare una prof non è una buona azione?

Risposta: una sola volta.

Forse nemmeno.

Però se serve, serve.

Una volta che hanno capito, faranno le loro valutazioni che solitamente se non sono ebeti del tutto,saranno sagge e attente.

“Ma no dai! Sono casi isolati!” qualcuno blatererà.

No, non sono casi isolati.

Chiedetelo a chi fa l’insegnante.

I ragazzi sono violenti perché educati alla violenza dai media e non modulati dai genitori, che sarebbero da randellare più dei figli.

Ah aggiungo che non ne faccio una questione di genere.

Le ragazze sono violente e schifose come i ragazzi anche se odorano di vagina e non di pony ammalato.

No, a pensarci bene, qualcuna odora di collante sintetico per PVC, che è a pari merito col pony di cui sopra.

E allora mi sono confrontato con Giovanni (mio padre per chi si fosse sintonizzato solo ora), tanto per avere una seconda opinione moderata, matura e autorevole.

“Giovanni, hai sentito di quel ragazzino che ha accoltellato la professoressa? (Non posso dire Prof. Sennò bestemmia ancora prima di aver espresso il concetto)

“uhm”

“Ma come, mi dici solo uhm?”

“No no, era solo l’inizio della frase”

“Quale frase?” ho incalzato

“Uhmadonnaquantebottecaghedarìa! Ghe ne daria dei carri che passa a onze”

Traduzione “Uh madonna quante botte gli darei. Gliene darei a carri che passano a once”.

Adesso sappiamo come istruire i genitori del futuro.

La seduta è tolta.

 

2 Comments

  1. Rispondi

    ihihihihihihihihi
    ihihihiihi
    ihih
    troppo facile, ma te pare a te che un umano cresciuto a sganassoni e carciinculo perché mortodefame poi se mette a procreà e se lo facesse sarebbe un bravo umano ed allora eccollì che cresce i figlioli a baci e carezze e li porta pure in vacanza ar mare come se fossero fijj de caporioni

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