Sì, ho bisogno di ridere.
Da troppo tempo non rido.
Fai una prova: dimmi qualcosa di divertente.
Vedi? Non rido.
Occorre giocarsi il jolly.
Occorre puntare sul sicuro.
Sul ridicolo.
E allora ascolto gli operai che parlano.
Noi operai siamo il problema principale della classe operaia.
L’operaio preferisce non ragionare.
Probabilmente è una misura cautelativa: se non ragiono, non capirò di essere un pollo.
Una struzzata.
Discorrono di calcio.
Discorrono di Bastoni e le sue prodezze.
Sintesi per i non informati sugli eventi: Inter-Juve; un interista simula un contatto con un giocatore avversario senza che il fatto sia realmente avvenuto; l’arbitro espelle lo juventino, commettendo un errore colossale, mentre il giocatore che ha avuto l’idea di simulare, esulta come avesse fatto un 6 al superenalotto.
Gli operai si scannano.
Si scaldano.
Gli operai si irritano, e sbraitano.
Gli operai o seguono il calcio o ragionano.
Io mi ritrovo a ridere.
Rido grasso.
Poi rido sonoramente.
Poi rido a crepapelle.
“Cazzo ridi?”
“Rido perché siete divertenti; rido perché state commentando un gioco che non è un gioco; state commentando un lavoro; e come in tutti i posti di lavoro c’è chi simula e chi viene espulso; ci sono datori di lavoro che simulano di pensare alla sicurezza delle vostre vite ma mentono e voi morite; venite espulsi dalla vita; dio (l’arbitro) se ne catafotte delle lamentele e ti caccia all’inferno; I titolari se la cavano sempre perché voi non avete memoria; non avete l’arte di attendere; siete operai nel cervello e come i polli vi accontentate di una manciata di becchime, litigando se qualcuno ha due grani in più”.
(e comunque Bastoni andrebbe radiato a vita)
(e comunque ad un datore di lavoro che permette ad un dipendente di morire, andrebbe sequestrato tutto)
Guardate questo divertente spaccato d’Italia:


fracatz
Il Vetraio