Il lancio Artemis II smuove.

Genericamente si smuovono le menti, oppure gli intestini.

Ecco non ho specificato, proprio perché Artemis II smuove sia le menti che gli intestini.

E lo fa contemporaneamente.

Se da un lato ci sono tutte le implicazioni scientifiche interessantissime che cercano di far luce su alcuni aspetti dubbi del nostro sapere (le menti), dall’altro ci sono i negazionisti (gli intestini).

Ecco, i negazionisti sono i moderni flipper.

Chi ha la mia età e ha fatto a tempo a giocare a flipper, sa benissimo che sollecitare un flipper oltre una certa soglia, portava al famoso TILT.

Che poi, non è da intendersi letteralmente perché se avessimo “tiltato” un flipper in senso letterale, avremmo preso una serie di randellate di botte da esercente, carabinieri e famiglia riunita per l’occasione.

Il tilt era semplicemente un blocco.

Hai esagerato? E io mi blocco, fottendoti le 100 lire.

I negazionisti sono la trasposizione umana del flipper: se tu stimoli il loro cervello in modo troppo profondo, costringendoli a valutare fenomeni che coinvolgano una qualsiasi forma di calcolo o di logica chimico-fisica, tiltano e vanno in acido.

Non sono cattivi.

Sì insomma, non scippano le vecchiette.

Vero che consumano un po’ di ossigeno utile per scopi più utili ma che ci vuoi fare?

Quelli di loro che riescono a ricordare la tabellina del 7 per esempio, sono anche in grado di commentare film, serie televisive e cose simili.

Se però fai un passo nel calcolo, nel mondo della chimica o semplicemente nella logica, siete fottuti.

Artemis II è quindi utilissimo per far emergere disagio.

Non proprio come il COVID, ma quasi.

Sono dei meccanismi di identificazione limiti cognitivi.

E quindi noi normodotati abbiamo le menti smosse, mentre loro sono smossi a livello intestinale (ecco la smossa di intestino di cui sopra).

Quella di stamattina, ascoltata in una radio privata, è bellissima:

“…ce l’hanno insegnato fin dall’asilo che per fare una fiamma occorre anche l’ossigeno; e lassù l’ossigeno non c’è!”.

È bellissima.

Perfino i sussidiari delle medie si strappavano le pagine da soli.

La cooperativa saldatori ossiacetilenici è entrata in sciopero della fame.

La copertina della mia tesi di laurea si è deformata prendendo le sembianze di una pianta di basilico.

Lo speaker era in imbarazzo.

Controllato, ma pur sempre imbarazzo.

Ho inviato un messaggio via whazzup: “Chissà se la vostra ascoltatrice avrà mai sentito parlare di ossigeno liquido o di accumulo chimico di comburente…”.

E la risposta nella sua sintesi è stata perfino educativa: “porcamadonna”.

E illuminato da questa sentenza, ho iniziato la mia giornata.

 

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