LETTERAIO ovverosia lettere al vetraio

Bene.

Oggi diamo il via al gra.

So che non l’avete capita ma non fa nulla.

A me è venuta così e oltre a farmi ridere, mi ha ricordato che devo pagare la bolletta del telefono.

 

Dicevo,

oggi diamo il via a questa nuova rubrica che si intitola  LETTERAIO ovverosia lettere al vetraio.

 

Ricevo tante lettere e PVT da parte vostra e, mi piaceva l’idea di pigliarne una ogni tanto per trasformarla in  post.

Non garantisco il risultato ma voglio provare.

 

Oggi è la volta di una blogger che mi ha scritto questa cosina che mi ha fatto divertire.

 

 

 

 

Passavo per splinder, ho visto il tuo blog, la tua lettera damore, ho visto anche che non è da molto che scrivi (se ho visto bene).
 Non cerco niente, forse nemmeno una risposta. Non sono un
utente con il nome ammiccante tipo "nomeammiccante" o "nomeammiccante1" e nel mio avatar non ho una bocca o un paio di chiappe con il perizoma.
 Non sono nemmeno una persona normale, perchè il normale è difficile da definire.
E non scrivo Messaggi privati a ogni maschio che trovo online.
Per cui puoi anche non considerarmi. O forse sì.
Forse avrei potuto utilizzare questi minuti che ho impiegato per scrivere a te, per andare al bar a bermi una spremuta.
Ci sono così tante cose che si potrebbero fare in alternativa.
Mah.

 

 

Cara lettrice,

intanto ti devo trovare un nome visto che non è carino usare il tuo senza autorizzazione.

Pensavo a Valentinarosamariadepetris che suona veramente bene.

Magari non è bellissimo praticissimo ma, come il torchiabarili, è uno strumento utile.

Gradevole.

 

Ho visto che hai visto (non è un errore di battitura è proprio un mio deficit neuronale) tutto: blog, lettera d’amore etc.

La cosa mi rallegra nella misura in cui (non è una brutta parola, sia chiaro) la cosa ti abbia divertito.

 

Si, scrivo da poco qui.

Il sig Splinder mi ha concesso questo spazio, ma è fiducioso che la politica attualmente in carica (ma forse anche l’altra, tanto sono tutti uguali) me lo chiudano presto.

In realtà scrivo da anni ma qui, con voi, ritaglio francobolli di serenità da mostrare a chi li sa guardare.

 

Vabbè andrebbero leccati ma si possono strusciare anche su gobbe di cammello di Oderzo (razza rarissima) e funzionano lo stesso.

 

Che tu non cerchi nulla mi rasserena perchè io non ho proprio nulla da dare.

Sono un giullare che fa quello che tutti i giullari fanno: giulla!

 

C’è chi gradisce e chi mi insulta.

Ma non ti preoccupare: moriranno  capiranno.

E’ una regola.

 

Per avatar e nomi, fai bene perchè qui non si parla di sesso.

Ehmm…..

No, volevo dire che non se ne parla in quel senso.

Ma attenta!

Nemmeno nell’altro.

Insomma, metti nell’avatar quello che vuoi.

Se ne hai bisogno, posso fornire una foto di un trituratore di scaldabagni che mi sembra veramente delicato.

Raffinato e sobrio.

Non come me (quando il domani verrà.)

 

Per carità!
Anche quando hai scritto a me, non hai scritto ad un maschio.

Io, non me ne vogliate, ma preferisco essere più uomo che maschio e la differenza non è poca e non sta sul pene.

Che sta sul pene, nel senso di patetico, c’è il maschio che maschieggia.

Maschieggiare non è un’azione votata alla emissione di gas intestinali.

E’ peggio.

 

Si, potevi anche farti la spremuta o fare tante altre cose, come spezzare gambe a polli tibetani o frantumar marmocchi.

 

Invece sei rimasta con noi e la cosa farà immenso piacere al tuo terapeuta.

Non fisio.

Psico.

 

Torno ad affondar crauti nell’olio di infanzia.