IL MIO CORONAVIRUS #21

Le masse sono agitate.

Le masse iniziano a palesare la loro lista di priorità.

Le priorità delle masse sono nette: calcio e denaro.

I governatori delle regioni con i livelli culturali più bassi, come quella in cui vivo, invocano a gran voce la riapertura delle aziende.

Occorre lavorare.

Produrre.

Gridano al fascismo!

Quando hanno finito di gridare, lo fanno da capo.

Fascismo.

Vedono fascismo ovunque, proprio perché non sanno cosa sia.

Le fake news dilagano, proprio perché attecchiscono facilmente nei cervelli semplici e nelle culture assenti.

E gridano, gridano e gridano.

 

Ma lo fanno da sani, senza contagio per sé, né per i loro familiari più stretti.

Basterebbe che il virus li toccasse, per farli gridare l’esatto contrario di ciò che avevano gridato fino a tre secondi prima dell’esito delle analisi. 

 

La vaginetta di oggi è costei:

 

IL MIO CORONAVIRUS #20

Il coronavirus verrà ricordato anche per la sua capacità di identificare in modo netto, senza più indugi, alcune tipologie umane, contrapposte da sempre.

 

Pensate alle due categorie “vaccinisti” e “antivaccinisti”.

Col coronavirus, gli antivaccinisti vedono tutti i loro “argomenti” calpestati dalla mente umana.

Quella sana.

 

Pensate alle due categorie “ti tocco finché parlo” e “non ti tocco nemmeno se fossi cosparso di crema di viagra”.

Col coronavirus, i tattili compulsivi verranno guardati con occhi iniettati di sangue e distrutti da dei nuovi raggi laser che spunteranno sulle pupille dei non vaccinati.

Ma anche dei vaccinati, così per par condicio.

 

Pensate alle due categorie “amore ti amo” e “ti cospargerei di benzina impugnando uno zippo acceso”.

Col coronavirus molti si sono visti costretti alla prigionia domestica, senza la preziosa parentesi delle otto ore lavorative.

L’unica che permetta la terapeutica separazione tra moglie e marito.

Col coronavirus emerge in tutta la sua crudezza, la non idoneità umana al matrimonio.

 

E questo è un bene.

 

Vaginetta domenicale, tutta per voi.

 

IL MIO CORONAVIRUS #19

Tutti a starnazzare e a gridare ai quattro venti che i seicento (600!) euro che il governo ha deciso di dare un po’ a tutti, sono pochissimi.

Non ci si fa nulla, dicono.

 

Speriamo se ne ricordino quando qualcuno vorrà assumere qualcun’altro, per la stessa somma mensile.

 

Per fortuna abbiamo lei: