ISRAEL IN MY MIND

Io me li vedo gli ebrei israeliani che passano quotidianamente a monitorare il mio misero blog di paese.

 

Devono avere dei sussulti di soddisfazione quando vedono che non parlo di loro per qualche settimana.

 

E si vede chiaramente dallo studio delle mie statistiche.

 

Improvvisamente iniziano a venirmi a trovare un pochino meno, pensando che io stia cambiando idea su di loro.

 

E quindi immagino un dialogo.

 

“Aò, a Vetrà (si perché io gli ebrei israeliani me li immagino con l’accento romano) che te se’ stufato de mannarce a fanculo?”.

 

“Ehmm no, è che non ci siete solo voi e quindi ho il mio bel da fare”.

 

“Si, ma lassa perde…lassa perde che cun noi nun se po vince…”.

 

“Ma io mica voglio vincere! Io accetto tutto, ma sulla mia lapide deve esserci un messaggio del tipo vissuto nella convinzione che gran parte delle rotture di cazzo derivi dal denaro e dal suo uso criminoso, gestito praticamente da coloro che, dopo essere stati vittime della shoah, hanno ben pensato di mantenere vivo il suo ricordo, reiterandolo a danno dei palestinesi.

 

“Ma va a morì ammazzato”.

 

“Vaghe ti e i to morti cani”. (Vacci tu e quei cani dei tuoi morti).

 

Ecco il mio talismano anti israeliano:

 

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BUONA EDUCAZIONE

Prima di tutto lasciatemi salutare gli amici israeliani che sono omnipresenti in questo blog.

 

So che sperate che io cambi idea su di voi.

 

Vi tranquillizzo: prima che io inizi a riconoscere israele come stato, pacifico e legale, devo vedere gli asini volare.

 

E non ditemi che vi stanno spuntando le penne proprio adesso, cazzo.

 

No niente, oggi volevo fare una piccola lezione di buona educazione.

 

Per i maschietti, intendo.

 

Non è bene dire ad una ragazza “mangiami il salame”!

 

Non si deve!

 

Occorre rispettare tutti,  e quindi se fosse vegana, la turbereste.

 

Potete sempre ripiegare in un più delicato “vieni che ti dono la mia crema di soia” o, per i più feticisti, “vieni che ti torturo col mio chiodo di garofano!”.

 

Si insomma, ecco.

 

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ISRAELIANI ETICHETTATI

Voi non ci crederete, ma questo blog è visitato quotidianamente dagli amici israeliani.
Chissà come faranno…
Useranno il traduttore di GOOGLE?

 

Noi li salutiamo caldamente.
Molto caldamente.
Sopra i 900°C, per essere precisi.

 

 

Oggi avranno i coglioni che girano a mille e adesso vi spiego il perché.
Ve lo spiego citando testualmente l’ANSA.

“La Commissione europea ha approvato la cosiddetta ‘nota interpretativa’ alle linee guida pubblicate ad aprile 2013 per l’etichettatura dei prodotti nei territori occupati da Israele. La nota era stata sollecitata ad aprile da 16 governi Ue, compresa l’Italia. E’ prevista l’indicazione di provenienza da “insediamenti”.
L’etichettatura con l’indicazione d’origine è obbligatoria, secondo le regole generali del commercio nell’Unione europea, per i prodotti agricoli e per i cosmetici. E’ però consentito che venga indicato come ‘made in Israel’ il vino imbottigliato entro i confini del 1967 ed anche se prodotto con uve coltivate nei territori, per il principio secondo il quale prevale la provenienza in cui viene realizzata la maggior parte del valore aggiunto. In base all’accordo di associazione tra Israele e Unione europea, i prodotti nei territori occupati dal 1967 in Cisgiordania e nel Golan sono esclusi dai benefici doganali.”

 

Sapete cosa significa?
Significa che i nostri amici Ebreo-israeliani dovranno etichettare tutto ciò che producono nei territori RUBATI alla Palestina con la dicitura “Provenienza da insediamenti”.

Questo mi rallegra per una serie di motivi:

1) sempre più gente, mettendo da parte la religione, si rende conto che Israele non è altro che un paese invasore;
2) sempre più gente si rende conto che l’invasione è stata loro permessa da altri Paesi, solo per motivi di convenienza politica;
3) sempre più gente si rende conto che Israele è un paese che non esiste;
4) sempre più gente si rende conto che Israele è un agente destabilizzante;
5) sempre più gente si rende conto che destabilizzare significa vendere armi, ricattare politicamente, imporre dei criteri normativi etc etc.

Quindi propongo una collettiva sonora pernacchia rivolta ai nostri amiconi che, nel futuro che immagino come possibile, verranno considerati finalmente dei fuorilegge.

 

La cosa importante è che la scorreggia venga fatta da tutti contemporaneamente col culo rivolto verso Israele, finché qualcuno a circa metà strada, tenga in mano un cerino acceso.
No, meglio due.

3…
2…
1…

Scatenate l’inferno!!!

GASPARRI ILLUMINA

L’intifada dei coltelli sta suscitando una bufera polemica in tutto il mondo.
Orde di filo israeliani abbaiano contro i palestinesi e viceversa.

 

Programmi radiotelevisivi analizzano/sezionano/smembrano la situazione e cercano una posizione comune.

 

Io, molto più semplicemente, cerco una plausibile spiegazione sull’esistenza di Israele, che tutto può essere fuorché religiosa.

 

Poi sento Gasparri alla radio e riesco improvvisamente a spiegare anche le modalità riproduttive delle iguane.