Chi sono

Il Vetraio, 102 anni di Vicenza. Libero grazie all'indulto, proseguo la mia attività terroristica ai danni di produttori di caffè, martinetti idraulici, lampadari in stile e cartoon nipponici. Facilmente riconoscibile da un piccolo neo appena sotto allo scroto. Non li, più a destra! Ecco, esattamente lì.

Disclaimer

Questo blog non è una testata giornalistica e vorrei vedere in faccia chi ha il coraggio di dire il contrario.

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PENSIERI IN RAFFICA

Ben il 92% degli alberi viene abbattuto per produrre tonnellate di carta igienica usata per asciugare microscopiche goccioline da innumerevoli vaginette.

No allo spreco!

No alla secchezza!

 

Dio creò la zanzara, ma anche la mosca, la cimice, la cavalletta e la zecca.

Poi creò i ROM, la Boldrini, gli impiegati delle poste e i reggiseni imbottiti.

Di conseguenza la bestemmia.

 

 

Ultim’ora: Federica Pellegrini visti i risultati di Rio, si suicida infilandosi pavesini in ogni orifizio.

 

La vaginetta di oggi:

 

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STIMOLAZIONE DIGITALE FEMMINILE

Siete fortissimi.

 

Da quando avete iniziato a condividere i miei post sui social network, il sapore delle mie giornate è rimasto invariato, anche se molta più gente viene a perdere il suo tempo proprio qui.

 

Siete fortissimi, cazzo.

 

Ho notato che pure a voi la vagina fa schifo e che argomenti come la sega, vi ripugnano.

 

Da questo ne deriva una conferma alla mia storica convinzione, che proietta la sega tra le pratiche sessuali più difficili.

 

Il tutto ovviamente fino ad una certa età, oltre la quale anche la sega implica più fatica che piacere.

 

Per par condicio, affronteremo l’argomento della stimolazione manuale femminile.

 

Personalmente non attribuisco mai a questa azione un nome.

 

Qualsiasi nome mi sembra rimbalzante tra il puerile, il fantascientifico e il tamarro.

 

Resta un fatto che la stimolazione manuale femminile non è molto più semplice di quella maschile e che noi maschietti non siamo propriamente delle volpi.

 

Anzi, vorrei sottolineare che per mia personale convinzione, sia molto più imbranato un uomo di fronte ad una vaginetta, che una vaginetta di fronte ad un vigile urbano.

 

C’è pure una complicazione legata al fatto che la donna deve impugnare, mentre l’uomo deve inserire.

 

Impugnare un filippo, tranne che una non indossi strani guanti in cuoio, non dà così tanto dolore come inserire un dito in un pertugio di pelle delicatissima.

 

(specie se uno ha le mani da carpentiere o le unghie di Edward).

 

“Filippo” perché tutti i filippo che ho conosciuto sono delle teste di cazzo – ndr.

 

Ora dovrei spiegarvi come io sappia questa cosa, ma non lo farò perché non è giusto dire in pubblico quando si è dediti alla stimolazione prostatica.

 

Esiste poi un problema legato all’ignoranza maschile circa la morfologia delle nostre amiche vaginette.

 

Se l’uomo avesse dita lunghe cinquanta centimetri, ne infilerebbe sessanta.

 

E ciò non è sempre in grado di portare piacere alla nostra vaginetta piagnucolosa, che di conseguenza preferirà farsi stimolare dal vigile urbano di cui sopra o, sempre più frequentemente, dall’amichetta del cuore (sempre più frequentemente amichetta del culo).

 

Eh no.

 

La prima volta che ho potuto ammirare lo spettacolo della capillarizzazione clitoridea di una vaginetta plastinata, hanno dovuto chiamare la security per farmi uscire.

 

Immaginavo che il clitoride fosse un clitoride.

 

E invece è un mostro!

 

È fatto come una “V” invertita che ha diramazioni proprio su zone che uno non direbbe mai.

 

E qui cade l’asino.

 

Noi pirluomini ci intestardiamo spesso su zone che provocano lo stesso piacere di una martellata su un dito e ci incazziamo pure se la vaginetta finge di godere, invece di squirtare come la fontana di Trevi.

 

È per questo motivo che evito accuratamente la stimolazione digitale, dedicandomi splendidamente a quella analogica. (questa mi è uscita dopo un bicchiere intero di amaretto di saronno, si sappia).

 

Ma il vero problema è quando, con la vaginetta messa sapientemente in posizione ovina, voi consumate l’amplesso dando libera briglia al vostro inseparabile Filippo, la vostra vaginetta si girerà verso di voi dicendovi: “adesso basta giocare con quel dito e penetrami davvero”.

 

E lì siete morti.

 

La vaginetta di oggi è costei:

 

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PEDAGOGIA IN PILLOLE

Parliamoci chiaro:

esperti dell’infanzia, esperti in pedagogia, educatori della mia minchia, docenti con pluriennale esperienza, tate di varie origini e tutti coloro che ruotano attorno al mondo dell’educazione dei fanciulli, NON CAPISCONO UN CAZZO.

 

Ma proprio nulla.

 

I bambini non vanno educati.

 

I bambini non possono seguire istruzioni legate al significato delle parole.

 

Essi sono come i comunisti, dai quali solitamente si fanno mangiare.

 

I bambini non hanno una sensibilità sviluppatissima e, se volete avere la giusta panoramica delle cattiverie possibili, osservate un implume pargolo.

 

I bambini imparano per emulazione.

 

Adorano imitare.

 

Si rallegrano al pensiero di poter essere utili.

 

Esattamente come un cane.

 

Quindi vanno addestrati.

 

Per l’educazione occorre attendere la giovine età.

 

Così è stabilito.

 

La corte si aggiorna.

 

La vaginetta di oggi è questa:

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SEGA NEL DETTAGLIO

Dico subito che qualcuno è arrivato a me digitando “IlBetraioblog Ontervista”, cosa che apre scenari davvero spaziali circa le capacità umane.

 

Lo sprovveduto ovviamente cercava l’intervista che ho rilasciato tempo fa e che mi proiettava di diritto verso il pensiero anti istraeliano, cui sono fiero appartenente.

 

Ma non è la cosa di cui vi volevo parlare.

 

In realtà avrei voluto affrontare qualcosa di più gradevole: la sega.

 

La sega è la riproduzione infelice della scopata.

 

La scopata è la riproduzione infelice della sega.

 

Lo capite, vero?

 

Nella pratica, la sega è il meccanismo col quale la femmina svogliata cerca di deliziare manualmente il compagno.

 

Nella pratica ancor più realistica, si traduce in una scartavetrata di cappella.

 

La sega è erroneamente interpretata dalla maggioranza della fauna femminile come una gara di velocità.

 

E così partono delle seghe che vengono registrate dai sismografi, in grado di provocare lo stesso piacere provato strusciando il cappellotto su di una lamiera ruggine.

 

Seghe nelle quali la “lei” pensa:” visti i gemiti, l’ho fatto godere a tutta manetta”, mentre “lui” firma un documento nel quale si impegna a non telefonarle mai più.

 

Seghe che provocano una eiaculazione data dalla disperazione.

 

Seghe tristi.

 

La sega è un’arte.

 

La sega è un meccanismo di trasposizione della vulva all’interno del palmo di una mano.

 

La sega è tattile.

 

La sega è la giusta risposta a tanti inutili meccanismi di controllo delle nascite, fatta eccezione per quei casi dove il suo frutto è sapientemente indirizzato.

 

La sega è qualcosa di diverso rispetto all’accelerare col CIAO PIAGGIO.

 

I suoi parametri sono la PROFONDITÀ, la FREQUENZA, la PRESSIONE e la LUBRIFICAZIONE.

 

La PROFONDITÀ è la forza che si imprime a quella povera pelle destinata al contenimento del pene, per simulare la penetrazione nella pelosella.

 

Se non si controlla correttamente, si possono presentare scenari che vanno dal “inserisco la cappella e mi accontento” fino al più drammatico “spaccotutto ecchissenefrega”.

 

Entrambi negativi.

 

La FREQUENZA è erroneamente interpretata come il parametro avente funzione diretta del piacere.

 

Se fosse così, tutte le donne malate di parkinson farebbero successo.

 

Quindi fatevene una ragione: la frequenza va studiata.

 

Se non si controlla correttamente, si può passare dal “ascolta, fermati che mi è venuto sonno” allo “scappiamo, c’è il terremoto”.

 

La PRESSIONE è la forza con la quale si impugna il pistolo.

 

Non mi sembra molto difficile capire che se si stringe troppo, muore come un canarino in gabbia.

 

E invece va ribadito: un uccello peniforme, non va strangolato.

 

Sennò muore e poi devi tornare dal prete per averne un altro.

 

La donna che sa controllare la pressione va sposata.

 

Io ve lo dico, fratelli: la pressione fa la differenza.

 

La LUBRIFICAZIONE è un parametro troppo sottovalutato.

 

La lubrificazione eccessiva provoca pensieri del tipo “se questa è la simulazione di una figa, meglio che torni a scopare i culi delle galline”; per contro, se la lubrificazione è insufficiente, occorre tenere a portata di mano il cellulare col numero dei vigili del fuoco a display.

 

In pratica, la sega è un’arte e la fiat multipla assomiglia a un’edicola.

 

La vaginetta di oggi:

 

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PREMIO O PUNIZIONE?

Che poi non credo si siano fatti i loro conti per benino.

 

Ma hanno un’idea di cosa significhi avere una donna?

 

Hanno idea di cosa significhi averla vergine?

 

Hanno idea cosa significhi moltiplicare il tutto per settantadue?

 

Cioè si fanno saltare in aria per essere costretti a sorbirsi 72 microorifizi sanguinolenti comandati da altrettante isteriche?

 

No ragazzi, dobbiamo parlare.

 

Non fatevi saltare in aria, o per lo meno non per avere quel premio.

 

È illogico e, per quello che mi riguarda, non è nemmeno tale.

 

Premio, intendo.

 

Se il premio fosse Danica Collins, sarebbe un premio.

 

Ma non è così.

 

Sarebbe diverso se ti dicessero: “Hai fatto una strage? Hai ucciso 80 persone? Quindi ti condanno alla vita eterna con settantadue vergini!”.

 

Ecco questo calza di più.

 

Quindi sappi che ti sto dimostrando una cosa importante: ti stanno fottendo.

 

Evita di farti saltare.

 

Evita di usare il machete.

 

Sei nervoso: masturbati al pensiero della vaginetta di oggi.

 

Vaginetta di oggi

 

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CALDA ESTATE

Prendete una giornata estiva.

 

Metteteci il sole.

 

Indossate una T-shirt e dei pantaloncini.

 

Inforcate la vespa e fate il pieno.

 

Accendete la vostra pipa, caricata con del buon tabacco (evitando di farlo a serbatoio ancora aperto)

 

Puntate poi dritti verso il mare.

 

Immaginate poi di essere tirchi come paperon de paperoni, con l’unica differenza che lui è ricco mentre voi avete le pezze al culo.

 

In questo contesto, una volta arrivati in spiaggia, sareste disposti a spendere 18 euro per un ombrellone?

 

Naaaa..meglio la spiaggia libera, no?

 

Immaginate che nemmeno una nuvola si degni di oscurare il sole, nemmeno per un attimo.

 

E il sole è là che spara giù fotoni a tutta sbrega.

 

Voi, imperterriti, in spiaggia.

 

Passano le ore, durante le quali vi distraete nello studio della fauna umana.

 

Al volgere della sera, avvertite uno strano bruciorino diffuso.

 

Ma dovete guidare e non prestate molto caso al fenomeno.

 

Quando i moscerini che si schiantano su di voi, vi sembrano lame infuocate che vi trapassano completamente, iniziate a sospettare che ci debba essere qualcosa che non va.

 

Quando arrivate a casa con brividi incoercibili, il sospetto prende corpo.

 

Quando il semplice lenzuolo pesa come una lastra di granito ed è abrasivo come una lima da legno, il sospetto è tangibile.

 

Quando provate un dolore immenso anche solo a respirare, siete fottuti.

 

Vi informo ufficialmente di essermi ustionato.

 

Vi ho amati tutti.

 

Addio.

 

Vaginetta di oggi:

 

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CAUSE

Equitalia, la mancanza di lavoro, la decadenza sociale, l’immigrazione clandestina, la tassazione e la nostra italianità devastante, sono le cause principali della serie di suicidi cui assistiamo quotidianamente.

 

I telefilm tedeschi, ne sono concausa.

 

Vaginetta di oggi:

 

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FEMMINE E TERRITORIO

Vorrei subito esordire con questa notizia: qualcuno è arrivato a questo blog digitando “Signora si fa leccare il culo dal gatto”.

 

Questo vorrei poterlo esibire come elemento da mettere a curriculum.

 

In secondo luogo vorrei smontare una vostra innocente convinzione.

 

Parlo della convinzione su cosa siano e a cosa servano i capelli femminili.

 

Potremmo dire che “

I capelli sono costituiti da proteine solide, come la cheratina, in una percentuale compresa fra il 65 e il 95%, e per il resto da acqua, lipidi, pigmenti e oligoelementi. Altra proteina solida è la melanina che conferisce il colore al capello.
La cheratina è composta dagli amminoacidi lisina e cistina, presenti nelle carni bianche e rosse, nel pesce, nel fegato e in alcuni tipi di verdure.

Altre sostanze importanti nella vita del capello sono il ferro, che possiede un ruolo primario nella sintesi dell’emoglobina del sangue per l’ossigenazione dei tessuti; a seguire, zinco, magnesio e infine il rame, che partecipano al processo di formazione della melanina.

Sotto forma di lanugine si formano già nel quarto mese di vita fetale. Crescono a una velocità di circa 0,3 mm al giorno (1 cm al mese, circa 3,5·10-9 m/s) Il capello è soggetto a un ciclo di crescita della durata di 2-6 anni (ma sono documentati cicli di oltre 10 anni). Alla fine di ciascun ciclo il capello cade e viene sostituito.”

 

Potremmo anche dire che serve a ricoprire alcune il capo, probabilmente a sua protezione dagli agenti esterni.

 

Ma sbaglieremmo.

 

Il capello femminile è un diabolico sistema a disposizione delle femmine in età riproduttiva, per marcare il territorio.

 

Esse perderanno quanti più capelli sia possibile, per mettere nelle condizioni la rivale di poter gridare “E questo di chi è?”.

 

Il capello ha delle doti di indiscutibile magia.

 

Il capello può sparire, alienandosi, durante le fasi di bonifica del territorio che ogni maschio abbozza.

 

Ma è inutile.

 

La regola prevede che il capello clandestino, sia perfido a tal punto da palesarsi solo all’arrivo della femmina numero 2.

 

Qualcuno dice che si muovano di vita propria e io comincio a crederlo.

 

Qualcuno dice che siano in grado perfino di cambiare di colore, in modo tale da apparire diversi rispetto al colore della femmina competitor.

 

In qualsiasi caso, cari maschietti, siamo fottuti.

 

La vaginetta di oggi è assente perché il sistema è in manutenzione. Masturbatevi pensando alla Bindi.

 

 

 

PAROLA USATA ALLA CAZZO DI CANE

Riflessione:

democrazia è un termine ormai abusato (lo usano perfino personaggi che non sanno nemmeno cosa significhi);

 

Democrazia significa partecipazione (e non intendo nel senso di partecipare ad un party da imbucati);

 

Partecipare significa contribuire con il proprio pensiero, il proprio operato, la propria cultura ad un meccanismo sociale.

 

Ma in un Paese come il nostro, dove la maggioranza non pensa, non sa fare, non ha cultura alcuna e mostra una aberrante aggressività di fondo, è ancora sensato auspicare una democrazia?

 

Temo che l’italiano non sia idoneo.

 

Temo che stia vivendo di rendita.

 

Temo che il pessimismo sia l’unica forma di ottimismo possibile.

 

Temo che la mia cena si stia bruciando.

 

Per fortuna ci sono le vaginette

 

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DIAGNOSI E CURA

“A Vetrà, tu che sei un chimico e un soccorritore, mi dici come posso eliminare la pelle dura dai piedi?”.

 

“..Viakal..”.

 

“Cheamicodimerda..”.

 

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Bla bla bla…

  • Il Vetraio on PENSIERI IN RAFFICA A me piasce molto.. (14/08/2016 at 3:26 PM)
  • Fracatz on PENSIERI IN RAFFICA peccato per quella manona con gli anelloni così poco affusolata (12/08/2016 at 11:24 PM)
  • Il Vetraio on STIMOLAZIONE DIGITALE FEMMINILE Scrivetemi in privato (tu e D&R) come volete la stimolazione digitale. Si insomma, come volete venga descritta, de (12/08/2016 at 11:54 AM)
  • Il Vetraio on SEGA NEL DETTAGLIO Azz...è vero! (12/08/2016 at 11:51 AM)
  • kiro on PENSIERI IN RAFFICA In effetti, mi riesce difficile capire perchè Dio ha creato i ROM e la Boldrini... (12/08/2016 at 11:51 AM)

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