JE SUIS VAFFANCÙ

Il governo francese si ritiene offeso dal comportamento del governo italiano.

Il governo francese ospita e rende immuni almeno quindici persone, ricercate dalla giustizia italiana.

Il governo francese ha a più volte autorizzato la polizia di frontiera a scaricare clandestini in territorio italiano.

Il governo francese ci reputa dei ridicoli.

 

Prendete le frasi qui riportate, miscelatele, filtratele con un minimo di obiettività e vedrete come vi risulterà chiaro il concetto che solo la vaginetta di oggi, vi salverà dallo stress e dall’azione cattolica:

 

JE SUIS LE VITRIER (seconda parte)

A tal proposito, io credo che i Carabinieri dovrebbero disporre di un risponditore automatico:
“Carabinieri buongiorno. Perchéccazzo mi telefoni adesso solo perché ti stanno rapinando, mentre fino a ieri tutto ciò che serviva per armarmi, proteggermi ed istruirmi lo vedevi come uno spreco inutile? La risposta è una sola: sei scemo. Vaffanculati!”.

 

Nel frattempo, la sicurezza crolla e per le strade sembra di essere a Napoli.

 
La percentuale di magrebi/albanesi/rumeni del cazzo/cinesi/russi/vegani e gattare s’impenna e non si capisce più un cazzo.

 

Al supermercato la cassiera ti fissa ed esclama “Ah! Un italiano!”.

 

Per non farci mancare nulla, apriamo le frontiere.

 

E questa costituisce la genialata del secolo.

 

Da una barca che fa acqua, ti verrebbe mai in mente di aprire un varco sullo scafo?
Ebbene: noi l’abbiamo fatto.
Chi arriva?
Gente in fuga dalle guerre, gente in fuga e basta, e gente che viene per delinquere.

 
Anche per conto di quel califfo della minchia di cui sopra.

 

E si spostano, gironzolano, prendono casa in Belgio e fanno esplodere se stessi in mezzo alla Francia.

 

 

Sparano a raffica sui poliziotti e a colpo singolo sui ragazzi di un concerto.

 

 

Rintocchi.
Bam
Bam
Bam
Bam
Bam
Bam
….
(Un colpo, un morto)

 

E spara di qua, ed esplodi di là, raggranellano 129 nuovi curricula per S.Pietro e oltre 500 persone che bestemmiano dio per le ferite riportate.

 

Per alcuni di questi la morte è auspicabile.

 

Ecco, io ho finito.

 

E odio dover ammettere che vorrei le frontiere chiuse.

 

Che vorrei l’espulsione immediata di tutti.

 

Che vorrei restare solo io, per poter ricreare un Italia degna.

 

Nel frattempo La Russa si è reso disponibile per coordinare le azioni di controffensiva all’ ISIS, e io ringrazio Allah per non avere un figlio che studia all’ITIS.

 

Hai visto mai…

JE SUIS LE VITRIER (prima parte)

È stato terribile.

 
Tutto così fulmineo, chiarissimo.

 

Un attimo prima i soliti messaggi/aforismi/gatti/tette/messaggi complottisti, Parigi sotto assedio, e un attimo dopo appare il messaggio “Chissà nelle prossime ore che cazzo di sfogo c’avrà er Vetraio..”, scritto da gente che nemmeno conosco.

 

Cioè è bello, ma terribile.

 
Si perché non sento il bisogno di sfogarmi.

 
Ho sempre espresso in modo chiaro il mio pensiero circa gli Israeliani e anche circa i terroristi di qualsivoglia matrice.

 
E la puzza non è troppo diversa.

 
Trattasi di un ovvio loop di conseguenze.

 
Punto.

 

Vediamo di riassumere.

 

Il mondo è diviso in due: chi ha le mutande in testa e chi ha la testa nelle mutande.

 
I musulmani hanno le mutande in testa, mentre il mondo occidentale ha la testa nelle mutande.

 
Questi ultimi sono le teste di cazzo, per dirla alla francese.

 
Certo che anche portare le mutande in testa non è che proietti verso profili così alti…

 
Questi due mondi, fin da quando Adamo si faceva lisciare il pene da Eva, collidono.

 
Ufficialmente per motivi religiosi.

 
E io ci credo.

 
Anzi, quelli con le mutande in testa lo vivono da sempre come un problema religioso, mentre noi, e cioè quelli con la testa nelle mutande, no.

 
Noi dobbiamo litigare con i “capi mutandati”, perché una manica di stronzi ha deciso di andare là a casa loro e decidere che non lo è più.

 
Casa loro, intendo.

 

 

E riecco gli israeliani che, ripongono la testa nelle mutande, ma solo dopo averci appiccicato sopra un assorbente intimo di forma lenticolare.

 

 

Quelli per le “perditine di metà ciclo” o per le macchie da eccitazione, che non è bene che tutto l’ufficio intraveda.

 

 

Quelli con le mutande in testa, ad un certo punto della storia, iniziano a decapitarsi come degli invasati, semplicemente perché non riescono a mettersi d’accordo sul fatto che a comandarli, sia o meno un discendente diretto del “gran capo mutanda”.

 

 

Le teste rotolano e il sangue scorre a fiumi, quasi come il petrolio che sgorga dal loro sottosuolo.

 

Ad un certo punto, la tecnologia consente alle notizie di viaggiare un attimo più velocemente dei cammelli, specialmente in caso di vento contrario, o di bisogni impellenti.

 

 

Gira quindi voce che dall’altra parte del mondo (che poi non è un cazzo vero, perché in sei ore sei ad ABU DHABI) ci sia gente che vive in modo diabolico.

 
Gente che vive nel peccato, che raffigura i volti sacri, che ascolta la musica, che scopa in gruppo (maledetto installatore del mio sistema TVCC), che consente alle donne di essere donne (e che loro improvvisamente, facendosi su di manica, diventano uomini), che consente persino lo sport (e se con sport intendono il calcio, devo dare loro ragione).

 

Questa cosa crea dei problemi, perché parte di quelli che hanno le mutande in testa, cominciano a simpatizzare per il mondo di quelli con la testa nelle mutande.

 

Ricordo a tal proposito che il 75% del traffico satellitare di video pornografici (dati del 1998) è destinato ai paesi musulmani!

 

Si insomma, la figa piace pure a loro, parliamoci chiaro.

 

Questa simpatia, costituisce un pericolo per i potentati religiosi e scoppiano dei focolai di protesta.

 
E lì, teste tagliate come se piovesse.

 

Che poi non capisco sta cosa della decapitazione, che si fa una fatica bestiale sia per tagliare che per morire.

 
Boh.

 

Quelli con la testa nelle mutande, hanno quindi pensato di esportare la democrazia proprio laggiù, che è come spiegare ad un cerchione della panda, un integrale.

 

E l’hanno esportata sgrappolando fantastiliardi di bombe, con un risultato entusiasmante: zero.

 

Della serie, territori che a suo tempo hanno respinto i russi (ripeto: i russi), non è che siano così malleabili!

 

E infatti.

 
Gli yankee tornano a casa mogi mogi, lasciando là un bel po’ di armi.

 
E come mai, chiederete voi?

 
Business amici! Business!

 

Capita poi che un califfato (non è un prelato che viaggia a bordo di un califfo, sia chiaro) decida di autoproclamarsi stato islamico (ISIS).

 
Ed è pure convincente nelle fasi di arruolamento!

 
Se stai con loro vivi, altrimenti ti tagliano la testa, ti violentano la moglie e dicono a tutti che godi di più con un dito nel culo.

 

E così quelli con le mutande in testa fanno la guerra a quelli con la testa nelle mutande.

 

Nel frattempo, quelli con la testa nelle mutande, prendono una deriva apparentemente comunista.

 

Diventano improvvisamente pacifisti, dimenticandosi che “pacifista” è una cosa buona, mentre “sprovveduto” è una cosa cattiva.

 

E tra gli sprovveduti più sprovveduti chi troviamo?

 

Esatto: l’Italia, nella quale non ci sono uomini, non ci sono mezzi e il livello di professionalità consente cose alla Aldovrandi o alla Cucchi.

 

Perfino nel libro di educazione civica delle medie c’è scritto che le forze armate sono parte integrante/necessaria della difesa dello Stato.

 

Ovvio che i comunisti sprovveduti (limite minimo dell’intelletto ovino) non capiscano il concetto e che, anno dopo anno, impongano tagli alla difesa.

 

To be continued….