PARALLELISMI CONVERGENTI E SCHIZZI SULLA PROF.

Giorgino, in piedi di fronte alla lavagna risolve un esercizio algebrico ottenendo un risultato diverso da quello proposto dall’insegnante.

Quest’ultima, gonna a tubo e camicia senza maniche, cerca di fargli cambiare idea.

Lui, anche se in difficoltà, perché prova tu a fare l’algebra con la tega dura, sapendo poi di dover contraddire quella porcona di matematica, non arretra: sostiene che il risultato corretto sia il suo.

“Giorgino, se proprio unammerda! Non sai nulla; meriteresti una nota, piccolo ebete!”.

“Ma Prof! Perché non lo facciamo assieme questo esercizio? Così vediamo come va a finire mortacci tua..“.

La Prof non accetta ed inizia a chiedere alla classe, i risultati ottenuti.

I soliti leccaculo le chiedono di rendere noto il risultato reale, “così, tanto per confrontare…” cercando di celare l’intenzione di estorcere il risultato senza lavorare.

Altri insultano il nostro Giorgino, passandolo per un coglione ma, quando la Prof li invita alla lavagna, ammettono di avere ottenuto lo stesso suo risultato.

Vista la situazione, la Prof ammette che PROBABILMENTE l’errore non è di Giorgino e, tanto per non sbagliare, distribuisce nuovi esercizi a tutti.

Ovvio che Giorgino sguinzagli il pisello e schizzi sulla lunga gonna della Prof così, come ricerca di scienze.

(Tratto dal libro “Matteo, 49 clandestini e un’Europa che gli dà del razzista”, mentre noi schizziamo sulla Prof.)

 

SEA WATCH FUORI DAI COGLIONI!

Oggi ho provato ad ascoltare un dibattito radiofonico animato da personaggi illustri che disquisivano sul problema relativo all’autorizzazione all’attracco di una ulteriore nave di ulteriori sedicenti profughi.

Non essendo illustre, non potevo partecipare al dibattito.

Anche se illustre, temo non mi avrebbero fatto partecipare.

Non mi avrebbero fatto partecipare perché dico quello che penso.

E penso.

Scrivo qui la mia risposta che voi, amici di lunga data, saprete inoltrare a chi di competenza.

 

Risposta:

 

Ora dovrei dilungarmi in un panegirico che, partendo dalla definizione di profugo, passando per il diritto della navigazione, si dovrebbe fermare al trattamento che l’Europa della mia minchia riserva all’Italia da sempre.

Non lo farò.

E non lo farò perché è inutile.

La ragione (se di ragione si volesse parlare) non credo vada cercata nei cavilli legali e nemmeno sui trattati internazionali.

Non dovrebbe essere cercata nel concetto di schiavitù, negli orrori della guerra e nelle morti in mare.

La verità va cercata nel rompimento di coglioni a livello 9.

Il rompimento di coglioni a livello 9 è quello che si prova quando, a causa di preconcetti comunisti, tutto possa essere tollerato, giustificato e mai perseguito.

Lo si prova quando chi definisce le regole, ha talmente tanti buchi sulle calze, che già prevede delle attenuanti per qualsiasi reato, perché proprio quel reato potrebbe essere suo..

Lo si prova quando ciò che ami può essere calpestato da qualcuno che, solo per il fatto di arrivare in Italia, frutta denaro a chi ti aveva promesso la tutela di quel qualcosa che ami.

Lo si prova quando pochi stranieri trogloditi, possono più di moltissimi italiani;

Lo si prova quando il comunismo che tutti vorrebbe tutelare, in realtà ne protegge solo pochi.

Lo si prova quando finti radical chic, fanno finta di seguire i diritti dell’uomo, per poi curare i doveri della tasca.

Lo si prova quando la giustizia non è più giusta; quando un poliziotto rischia la pelle per fermare una merda che la magistratura rilascia in 8 ore.

Lo si prova quando l’onesto ha più oneri di un disonesto.

Lo si prova quando l’autovalutazione è più severa della legge.

Lo si prova quando il peggiore vince sul migliore.

Lo si prova perché invece di migliorare si peggiora.

Lo si prova quando senti bisogno di giustizia.

 

Per questa serie di motivi, anche contravvenendo ad alcune regole basilari della coscienza, si sente la necessità di gridare a tutto il mondo “BASTA! NON ME NE FREGA UN CAZZO! VADANO DOVE VOGLIONO MA NON QUI!”.

E sarete già bravi a non farvi salire la bestemmia.

 

E le bestemmie normalmente non si dovrebbero dire, specialmente guardando vaginette come questa: