NON AUGURIO

No, non preoccuparti: non ho intenzione di farti gli auguri.

In questi giorni ho osservato molto bene le masse antropomorfe che calpestano questa tonda terra, e mi sono accorto che, in relazione agli auguri, ci sono diversi atteggiamenti così elencabili:

1) se non fai gli auguri, sei una merda;

2) se fai gli auguri, sei un falso;

3) se fai gli auguri solo ad alcuni, sei un leccaculo; perché sicuramente farai gli auguri solo a quelli che te li renderanno come favori.

 

In sostanza sono posizioni diverse, perché altrettanto diversi sono i significati che la massa attribuisce alla parola “augurio”.

E torniamo sempre lì: le parole hanno un senso; le frasi sono composte di parole e avranno un senso dipendente dalle parole che le costituiscono; le vaginette non usano parole ma comunicano benissimo.

Quindi, come dice la Legge di Marilù, parla meno e leccala di più.

Dov’ero rimasto?

Ah sì: l’augurio viene interpretato soggettivamente da ognuno degli antropomorfi di questo pianeta, con conseguente caos.

L’augurio è un auspicio, una speranza, una roba bella che non c’è e si spera arrivi; una roba bella che c’è e che si spera non se ne vada.

Esempio: vi auguro che la Boldrini venga rinchiusa in una porcilaia zeppa di suini affamati.

 

E allora la mia domanda è: invece di augurarmi del bene, perché non decidi di farmelo?

Cioè, invece di rompermi il cazzo con un messaggino sul cellulare per dirmi che speri per me cose buone, perché non fai in modo di farmele avere queste minchia di cose buone?

Vale tra amici, tra colleghi, tra consorti, tra amanti, tra polizia municipale e suore paoline, tra tutti.

 

Smettiamola di fare auguri e scopiamo di più.

Ecco, questo è il concetto.

Tutti saremmo più sereni, più gentili e più affabili se potessimo affondare il nasino molto più spesso su di una vaginetta come questa:

 

NCC ROMA

Partendo dalla manifestazione di NCC e BUS turistici avvenuta oggi a Roma, vorrei esporre alcuni pensierini:

1)l’italiano medio deve capire che, se si vogliono cambiare le cose, occorre che le cose cambino; e questo crea disagio, altro non fosse per l’abitudine che c’era per  il “prima” e che ci rompeva il cazzo; pensate a cosa succede calzando un paio di scarpe nuove…;

2) ogni nuovo provvedimento (sottolineo OGNI) introduce delle variazioni che sicuramente possono essere oggetto di critica, ma la democrazia si esercita attraverso i propri referenti politici e le associazioni di categoria; come dici? Che non fanno un cazzo? Vuol dire che avevate votato dei rappresentanti del cazzo;

3) Roma è la città del ladrocinio e della furberia patologica, a tutti i livelli; e questo era per voi, cari manifestanti e qui mi fermo, perché mi verrebbe voglia di definirvi una casta, ma stasera non ho voglia di dirvelo, delegando Uber che spero vi faccia un culo come un comodino del ‘700;

4) Roma deve essere per i romani e per i turisti, anche se credo ne abbiano più cura i secondi; occorre una serie di provvedimenti che, un colpo al cerchio e un colpo alla botte, crei spazio per tutti;

5) la decapitazione delle due ragazze scandinave ad opera degli islamici “moderati” mi fa pensare che non ci siano alternative: o ci svegliamo o saremo islamici in breve tempo.

 

La vaginetta di oggi, viene dedicata con tutto il cuore ad un clochard palermitano (boh, credo) di origine francese, ucciso a botte da un sedicenne per rubargli 25 euro.

 

RIFLESSIONE NATALIZIA

Inizia la settimana dei finti auguri, delle finte strette di mano, dei finti buoni auspici e delle finte riunioni conviviali.

Direi che si tratta della festa più rappresentativa del mondo cattolico.

Non nevica nemmeno e Babbo Natale è una bugia.

Non hanno diminuito le tasse e quel preventivo fatto dal dentista, è diventato doppio.

Auguri un cazzo.